mercoledì 30 settembre 2009

ADESSO VI "LEGATE" ALLA SEDIA E STUDIATE, altrimenti tutta la violenza che ho sopportato per voi, non è servita a nulla.

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Meme
Da Wikipedia,
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(EN)
« Language is a virus » (IT)
« Il linguaggio è un virus »
(William S. Burroughs)

Indice [nascondi]
1 Le culture si evolvono?
2 Esempi di meme
3 L'evoluzione dei memi: selezione "artificiale"
4 La forma assunta dai memi nel cervello
5 Analogie biologiche: virus memetici?
6 Si può resistere ai memi?
7 Memetica
8 Memetica e Psicologia
8.1 Storia del termine
8.2 Campi di studio
8.3 Proprietà memetiche
8.4 Influsso culturale
9 Note
10 Bibliografia
11 Voci correlate

Un meme è una riconoscibile entità di informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria - per esempio un libro - ad un'altra mente o supporto. In termini più specifici, un meme è "un'unità auto-propagantesi" di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica. La parola è stata coniata da Richard Dawkins nel suo controverso libro Il gene egoista (The Selfish Gene, 1976).

Un meme può essere parte di un'idea, una lingua, una melodia, una forma, un'abilità, un valore morale o estetico; può essere in genere qualsiasi cosa può essere comunemente imparata e trasmessa ad altri come un'unità. Lo studio dei modelli evoluzionistici del trasferimento dell'informazione prende il nome di memetica.

Come l'evoluzione genetica, anche l'evoluzione memetica non può avvenire senza mutazioni. La mutazione produce varianti di cui solo le più adatte si replicano; ossia: diventano più comuni ed aumentano la loro probabilità di replicarsi ulteriormente. È probabile che sia stata la mutazione a far evolvere culturalmente un primitivo gruppo di sillabe nell'ampia gamma di lingue e dialetti attualmente esistenti, e similmente anche per l'ampia gamma di significati simbolici all'interno di ogni lingua. Ulteriori mutazioni del linguaggio sono la scrittura, l'alfabeto Braille, la lingua dei segni, eccetera.

Persino i cosiddetti "tormentoni" generati dai mass-media o estrapolati da film, videogiochi, discorsi pubblici sono memi capaci di diffondersi e mutare - si pensi ad esempio alla recente diffusione dell'espressione «mi consenta...» impostasi nel linguaggio prima politico e poi mass-mediatico. Un motore di ricerca può essere uno strumento utile, ancorché imperfetto, per misurare la diffusione memetica di una frase.

In fondo, il termine meme è usato per indicare un qualsiasi pezzo di informazione che viene trasmesso da una mente ad un'altra. Questa interpretazione è più simile all'idea del "linguaggio come virus" piuttosto che all'analogia di Dawkins dei memi come comportamenti replicantisi.

Le culture si evolvono? [modifica]
(EN)
« The key to every man is his thought. Sturdy and defying though he look, he has a helm which he obeys, which is the idea after which all his facts are classified. He can only be reformed by showing him a new idea which commands his own. » (IT)
« La chiave di ogni uomo è il suo pensiero. Benché egli possa apparire saldo e autonomo, ha un criterio cui obbedisce, che è l'idea in base alla quale classifica tutte le cose. Può essere cambiato solo mostrandogli una nuova idea che sovrasti la sua »
(Ralph Waldo Emerson)

Secondo Dawkins le culture possono evolversi in maniera analoga a come si evolvono le popolazioni e gli organismi viventi. Molte delle idee che passano da una generazione alla successiva possono aumentare o diminuire le possibilità di sopravvivenza della generazione che le riceve che a sua volta potrà ritrasmetterle. Ad esempio, più culture possono sviluppare un proprio progetto ed un proprio metodo per realizzare un utensile, ma quella che avrà sviluppato i metodi più efficaci avrà più probabilità di prosperare e svilupparsi sulle altre; col passare del tempo una sempre maggiore parte della popolazione adotterà quindi tali metodi. Il progetto dell'utensile agisce quindi in modo simile a come agisce un gene biologico appartenente a certe popolazioni e non ad altre, guidando con la propria presenza o assenza il futuro di ogni cultura.

Una caratteristica fondamentale del meme è quella di venire diffuso per imitazione. Quando l'imitazione fece la sua comparsa nell'evoluzione umana, si rivelò essere un buon sistema per aumentare le possibilità di ogni individuo di riprodursi geneticamente. Forse una selezione sessuale dei migliori imitatori fornì successivamente una spinta evoluzionistica verso i cervelli meglio capaci di imitare. In questo contesto, imitare significa sostanzialmente importare informazione dall'ambiente nel proprio cervello tramite gli organi di senso. L'ambiente può essere inanimato - come un libro - o più spesso un altro essere umano, da cui l'informazione viene presa e ri-eseguita. Le fonti inanimate di informazione sono chiamate sistemi di ritenzione. Dal momento che i memi si propagano per imitazione da un individuo ad un altro, essi non possono esistere senza cervelli sufficientemente sviluppati da discernere gli elementi fondamentali del comportamento da copiare (cosa copiare e perché) e da capirne i potenziali vantaggi. I memi (o comportamenti acquisiti e propagati per imitazione) sono stati osservati solo in poche specie sulla Terra, tra cui gli ominidi, i delfini e gli uccelli che apprendono il canto dai loro genitori. È controversa l'idea che possano esistere memi meno complessi in altre specie - ad esempio, comportamenti imitativi indotti artificialmente nei cefalopodi e nei ratti.

Sia i geni che i memi possono sopravvivere più a lungo del singolo organismo che li reca in sé. Un gene utile (ad esempio un gene per una robusta dentatura nei leoni) può rimanere inalterato nel corredo genetico per centinaia di migliaia di anni. Un meme utile può propagarsi da un individuo ad un altro per tempi molto lunghi dopo la sua comparsa.

A differenza dei geni, il cui successo è legato alla sua utilità per la sopravvivenza dell'organismo che lo reca in sé, il successo di un meme è legato a fattori più sottili (quali la critica, la persuasione, la moda o la pressione del gruppo) che non sono stati ancora ampiamente indagati. Tra le tecniche con cui un meme si propaga si annoverano:

1.la dimostrazione che un'idea o una tecnica sono utili (ad esempio, un falegname mostra ad un apprendista che due pezzi di legno si uniscono quando vengono messi insieme usando un chiodo ed un martello)
2.l'identificazione di un problema che non ha soluzione (ad esempio, cosa succede - se mai succede qualcosa - dopo la morte?) ed il proporne una soluzione (ad esempio, si va in paradiso o all'inferno). La soluzione non può essere dimostrata sbagliata ed è quindi sufficientemente adatta per una propagazione successiva.
3.la minaccia verso coloro che non diffondono un meme (ad esempio, non fare questo e andrai all'inferno) e la ricompensa verso coloro che lo diffondono (fa' questo e andrai in paradiso)
4.il richiedere che chi possiede un meme sia gentile col prossimo e dedichi molto tempo alla riflessione ed al dialogo su di esso (ad esempio un prete che faccia poco altro oltre a predicare la propria religione)
Come un gene, un meme non persegue alcuno scopo prefisso né vuole nulla. Semplicemente, o viene replicato, oppure no.

Esempi di meme [modifica]
Quanto segue sono alcuni esempi di cosa può essere considerato meme:

la tecnologia è un grande esempio; oggetti come le automobili, le tazze, i fermagli, eccetera e le loro modifiche nelle epoche e nelle culture. La tecnologia è una dimostrazione di come la mutazione sia essenziale per l'evoluzione memetica (e genetica).
una canzone che non si riesce a smettere di canticchiare o di togliersi dalla testa
una barzelletta, o perlomeno una sufficientemente bella da essere raccontata
un proverbio o un aforisma
una filastrocca, una ninnananna o una canzoncina per bambini
un poema epico
una catena di Sant'Antonio ("manda questo messaggio a cinque amici o ti accadrà qualcosa di brutto")
tutte le forme di religione, di credenza e di superstizione
Le ideologie politiche. In particolare i grandi movimenti ideologici come il comunismo, fascismo, etc.
i "tormentoni" diffusi dai mass-media
qualcosa che dovete (o non dovete) dire ai vostri amici (Il Gioco)
Susan Blackmore ha ipotizzato che un sé altro non sia che la collezione delle sue storie memetiche; che lei chiama selfplex
il concetto di meme è anch'esso un meme. Persino l'idea che il concetto di meme sia un meme è diventato un meme diffuso. (tautologia)
i film sono veicoli di trasmissione memetica molto forti per via della loro diffusione di massa; molte persone si ritrovano ad imitare frasi particolari o modi di dire a volte persino senza aver visto il film da cui sono tratti.
internet è divenuta veicolo di una quantità infinita di meme, molti sono creati o fatti diventare meme dagli utenti stessi di varie forum board o 'wikipedie' (ad esempio 4chan, encyclopedia dramatica), possono essere spezzoni di video rimontati in un certo modo con una colonna sonora particolare, o immagini con descrizioni/modi di dire, o ancora personaggi televisivi.
L'evoluzione dei memi: selezione "artificiale" [modifica]
L'evoluzione non richiede solo l'ereditarietà e la selezione naturale, ma anche la mutazione ed anche i memi hanno questa proprietà. Le idee che vengono trasmesse possono subire modifiche che si accumulano nel tempo. Questi cambiamenti nel "fenotipo" (l'informazione nei cervelli o in altri sistemi di ritenzione) sono anch'essi trasmessi. In altre parole, a differenza dell'evoluzione genetica, sono sia darwiniani che lamarckiani. Si prenda ad esempio, una leggenda o un mito, che spesso vengono abbelliti nel ri-raccontarli in modo che siano più memorabili e quindi più probabilmente raccontati di nuovo. Esempi analoghi più moderni possono essere le cosiddette "leggende urbane" o certi falsi messaggi che girano su internet.

Ciò che contraddistingue un meme da altre idee che vengono trasmesse da una persona ad un'altra è che la probabilità di un meme di venire trasmesso dipende da proprietà intrinseche del meme stesso, piuttosto che dalla natura delle persone (o delle memorie) coinvolte nella trasmissione. Ad esempio, la forma di un utensile si riflette sulla sua efficacia indipendentemente dalle abitudini delle diverse persone che lo usano. Miti e leggende forniscono spesso insegnamenti morali o svelano misteri, questo li rende più adatti a venire raccontati da persone aventi scopi molto diversi tra loro rispetto a storie simili ma prive di questi elementi.

Quanto è "naturale" questo tipo di selezione? Forse lo è quanto lo è l'attrazione sessuale o un comportamento etico. Il rapporto del meme nei confronti di altre teorie evolutive (ad esempio quelle che separano i fattori ecologici, sessuali, etici e morali e non riservano alla "cultura" un ruolo separato o particolare) sembra quello di essere come una sorta di "pretendente al trono" - che cerca di spiegare queste idee più specifiche di evoluzione e di cultura - senza alcun modello da verificare. Questo, agli occhi di molti scienziati, riduce la cultura ad uno tra i tanti elementi della vita umana.

Una famosa osservazione di questo tipo fu quella di Margaret Thatcher, quando bruscamente si trovò a dire che "la società non esiste". Evidentemente lei vedeva corredi di fattori che regolano la sopravvivenza, la seduzione e le scelte morali specifici di ogni individuo, coppia o famiglia dove altri vedono una "cultura" o "società" in senso lato.

La forma assunta dai memi nel cervello [modifica]
Nel 1981, i biologi Charles J. Lumsden e Edward Osborne Wilson pubblicarono il libro Genes, Mind, and Culture: The Coevolutionary Process in cui presentano la teoria di una co-evoluzione di geni e cultura. Evidenziarono che le unità fondamentali della cultura devono corrispondere biologicamente a delle reti di neuroni che fungono da nodi della memoria semantica. Wilson successivamente adottò il termine meme come migliore nome possibile per definire tali unità fondamentali di eredità culturale e sviluppò il ruolo fondamentale dei memi nell'unificare le scienze naturali e le scienze sociali nel suo libro Consilience: The Unity of Knowledge.

Analogie biologiche: virus memetici? [modifica]
In modo molto simile a come il concetto del gene egoista possa essere usato come punto di vista per meglio capire e studiare l'evoluzione biologica, il concetto di meme può essere usato per capire meglio alcuni aspetti altrimenti intricati della cultura umana (e anche dei comportamenti acquisiti degli altri animali). Tuttavia, se questo "meglio" non è sufficiente per delle sperimentazioni empiriche, rimane il dubbio se il concetto di meme sia sufficientemente valido dal punto di vista scientifico. La memetica è quindi una scienza nella sua infanzia e questo la rende una protoscienza e non una pseudoscienza.

Una controversa applicazione dell'analogia del meme egoista è l'idea che alcuni gruppi di memi possano comportarsi come "virus memetici": gruppi di idee che si comportano come forme di vita indipendenti e continuano ad essere trasmessi anche a spese dei loro ospiti solo perché sono adatti a venire ritrasmessi. È stato suggerito che le religioni evangeliche ed i culti si comportino in questo modo, includendo la loro stessa trasmissione tra le virtù morali insieme ad altri convincimenti, anche se questi ultimi non assumono grande valore agli occhi del credente.

Altri notano altresì che la quasi totale diffusione di idee religiose tra i gruppi umani provi che esse debbano avere un qualche valore morale, etico, sessuale o ecologico. Molte, ad esempio, sono le religioni che invitano alla pace ed alla cooperazione tra i loro fedeli ("Non uccidere") e che quindi possono promuovere la sopravvivenza biologica dei gruppi che recano in sé questi memi.

Si può resistere ai memi? [modifica]
Karl Popper sostenne di sì, usando le parole più forti possibile: "L'intelligenza è utile per la sopravvivenza se ci permette di estinguere una cattiva idea prima che la cattiva idea estingua noi". Tuttavia la resistenza ai memi è tutt'altro che naturale, nonostante la società attuale (che fra l'altro può anch'essa essere considerata un meme) spinga all'acquisizione di questa. L'ignoranza in alcune culture è infatti considerata una virtù - in particolare l'ignorare certe tentazioni che la cultura crede disastrose se perseguite da molti individui.

Internet, forse il vettore memetico definitivo, sembra ospitare entrambe le sponde di questo dibattito. Benché ad un osservatore ingenuo sembri ovvio che nessun utente adulto di internet possa opporsi al suo uso da parte di altri adulti, nei fatti questo accade basandosi sui criteri più diversi, dall'etica alla morale. Si possono salvaguardare le persone dai memi più pericolosi? E chi decide?

Principia Cybernetica contiene una [1] ampia lista di diversi tipi di meme. Fa anche riferimento ad un saggio di Jaron Lanier [2], molto critico sull'idea del meme totalitario che assume la superiorità dei memi sui corpi.

Memetica [modifica]
La memetica è lo studio semi-formale dei memi. Può essere attualmente considerata come una protoscienza interdisciplinare a pieno titolo. Più in particolare, essa studia i modelli evolutivi sul trasferimento di informazioni, di conoscenza e delle preferenze culturali basati sull'intuitivo concetto di meme. Dal punto di vista più generale, la memetica è un approcio sistemico (systemics) e socio-cognitivo legato esclusivamente con le proprietà sinergetiche dei sistemi/agenti intelligenti e loro società.

Memetica e Psicologia [modifica]
Un campo di studio molto fertile ma ancora poco indagato è quello che studia le relazioni fra l'influsso memetico e la psiche individuale. Spunti interessanti sono presenti nell'opera di Susan Blackmore "La macchina dei memi". Questa ipotesi si allaccia al concetto di processo di individuazione di Carl Gustav Jung. Secondo Jung, il processo di individuazione fa sì che ogni individuo sviluppi il proprio Sè, che potrebbe essere inteso sia come complesso di archetipi sia come complesso di memi.

Storia del termine [modifica]
Nel suo libro Il gene egoista (1976), l'etologo Richard Dawkins ha introdotto il termine meme per descrivere una unità base dell'evoluzione culturale umana analoga al gene, unità base dell'evoluzione biologica, in base all'idea che il meccanismo di replica, mutazione e selezione si verifichi anche in ambito culturale. Così come in biologia, la presenza di questi elementi, porta all'emergere spontaneo di effetti evolutivi, anche se per i memi questi si manifestano in senso diverso rispetto a quello biologico. Nel libro, Dawkins descrive il meme come una unità di informazione residente nel cervello. Si tratta di uno schema che può influenzare l'ambiente in cui si trova (attraverso l'azione degli uomini che lo portano) e si può propagare (attraverso la trasmissione culturale).

Questa definizione ha creato un grande dibattito tra sociologi, biologi e scienziati di altre discipline, perché Dawkins non ha dato una spiegazione sufficiente di come la replica di unità di informazione nel cervello controlli il comportamento umano e, alla fine, la cultura. A causa di ciò, il termine "unità di informazione" è stato definito in molti modi diversi da scienziati diversi. A quasi trent'anni di distanza il dibattito è ancora in corso sul valore della memetica come disciplina scientifica.

Il dibattito è stato recentemente ravvivato dalla pubblicazione del libro La macchina dei memi (1999) di Susan Blackmore in cui introduce il concetto generalizzato di replicatore, liberando così l'analogia con la genetica da vincoli eccessivi.

Campi di studio [modifica]
La memetica applica concetti mutuati dalla teoria dell'evoluzione (in special modo la genetica delle popolazioni) alla cultura umana. Cerca di spiegare fenomeni estremamente controversi, quali la religione o i sistemi politici, usando modelli matematici. C'è tuttavia anche scetticismo nell'utilizzare l'analogia tra meme e gene, soprattutto sulla possibilità di eseguire verifiche sperimentali.

La memetica deve essere distinta dalla sociobiologia. Nella sociobiologia le entità che si evolvono sono i geni, mentre nella memetica sono i memi. La sociobiologia studia le basi biologiche dei comportamenti umani, mentre la memetica considera gli esseri umani non solo come prodotto della loro evoluzione biologica, ma anche della loro evoluzione culturale.

Proprietà memetiche [modifica]
L'associazione memetica è la scoperta che i memi si raggruppano. Ad esempio, il meme "blue jeans" include i memi "cerniera lampo", "tintura blu", "doppie cuciture", etc.

La deriva memetica è il processo attraverso cui un'idea o un meme cambia mentre viene trasferito da una persona ad un'altra. Pochissimi memi mostrano un'elevata inerzia memetica, che è la caratteristica di un meme di venire espresso nello stesso modo e di avere lo stesso impatto a prescindere dalle persone che stanno trasmettendo e ricevendo. La deriva memetica può aumentare quando il meme è trasmesso tramite una comunicazione difficile, invece l'inerzia memetica cresce, per esempio, quando la forma usata è quella delle espressioni in rima o utilizza accorgimenti mnemonici.

Molta della terminologia memetica è creata usando come prefisso "mem(e)-" per termini di solito già esistenti in ambito biologico o usando "meme" al posto di "gene" nelle espressioni composte (corredo memetico, memotipo, ingegneria memetica, etc.).

Influsso culturale [modifica]
Opere di fiction ispirate al tema:

Snow Crash di Neal Stephenson, Shake edizioni underground, Milano, Traduzione di Paola Bertante (un romanzo di fantascienza in cui il tema della replicazione dei memi è centrale.)
The Ghost in the Shell di Masamune Shirow, Giappone, 1991 [3]
Le memorie dello squalo di Steven Hall, Mondadori Strade Blu, 2007, traduzione di Giuseppe Iacobaci (qui il concetto dei memi, pur se accennato di sfuggita nel testo, è fondamentale; il libro parla infatti di pericolosissimi e voraci "squali di testo", cioè delle "creature culturali" che prendono vita, si evolvono e si muovono attraverso i flussi della comunicazione umana).
Ghost Rider 2099, fumetto cyberpunk della Marvel ambientato in un futuro distopico, dove il protagonista Kenshiro "Zero" Cochrane viene salvato dalla morte, e la sua anima ( o meme ) viene tramutata in un software, che viene poi trasferito in un nuovo corpo cibernetico di silicio.
Note [modifica]
1.^ http://pespmc1.vub.ac.be/MEMLEX.html
2.^ The ideology of cybernetic totalist intellectuals
3.^ tr. it. in volume, Perugia, 2004
Bibliografia [modifica]
In italiano
Richard Dawkins, Il gene egoista (The Selfish Gene), 1976
In inglese
The Meme Machine by Susan Blackmore, Oxford University Press, 1999, hardcover ISBN 0198503652, trade paperback ISBN 0965881784, May 2000, ISBN 019286212X; (trad. it.) "La macchina dei memi", Instar libri, 2002
Thought Contagion: How Belief Spreads Through Society by Aaron Lynch, Basic Books, 1999, ISBN 0465084672
Virus of the Mind: The New Science of the Meme by Richard Brodie, Integral Pr, September 1995, 251 Pages, ISBN 0963600117
The Lucifer Principle: A Scientific Expedition into the Forces of History by Howard Bloom, Atlantic Monthly Press, February 1997, 480 pages, ISBN 0871136643
The Electric Meme: A New Theory of How We Think by Robert Aunger, Free Press, 2002, hardcover ISBN 0743201507
The Ideology of Cybernetic Totalist Intellectuals un saggio di Jaron Lanier fortemente critico sull'idea del "meme totalitario" che assume la superiorità dei memi sui corpi.
Journal of Memetics - Evolutionary Models of Information Transmission
Principia Cybernetica riporta un lessico dei concetti memetici, che comprende un elenco di differenti tipi di memi.
A list of memetics publications on the web
Cultural Selection by Agner Fog. Dordrecht: Kluwer 1999. ISBN 0-7923-5579-2
Voci correlate [modifica]
All your base are belong to us
Catena di sant'Antonio
Leggenda urbana
Spamming

ORA, CREDO CHE POSSIATE COMINCIARE A RESISTERE DA SOLI!

3 commenti:

Sill Scaroni ha detto...

* Un meme può essere una nuova parola chiave del marketing on line ma ...



... alla fine di tutto, Silvio (chiamato premier) e' un malato di mente molto pericoloso. Come può essere candidato per un premio Nobel per la Pace quando tutta la gente sai che lui è razzista anche fascista con un discorso totalmente segregazionista, bellicista e vuoto?
Oh ... povera Italia.

Sill Scaroni ha detto...

Quando avrà una presa di coscienza della società ?

danijel ha detto...

...riprendo il discorso da quì, che il sig Silvio B. sia o meno malato, io nello specifico non posso dirlo, visto che non lo conosco personalmente e neppure l'ho mai frequentato, ma per quello che mi concerne, parlo di alcune "persone" dell'opposizione[!], di quello si potrei dire molto...ma mi limito, diventando quanto mai parsimonioso dei fatti. Ciò nonostante, una cosa devo dirla: abbiamo una classe politica, talmente collusa con scadali, piccoli e grandi, che non ce ne caveremo presto. E questo non è limitato alla sola Italia. Quelli di cui son sicuro, posso contarli sulle dita di una mia mano che, di fronte alla prospettiva di vincere al "superenalotto", si sono tirati indietro per correttezza.

P.S.
un amico soleva affermare:
"chi non sà parla,
chi conosce tace"