giovedì 29 aprile 2010

Esiste un mistero irripetibile in ogniuno di noi che ci rende invulnerabili, inafferrabili... ogni momento può essere l'ultimo...

...è completamente inutile seguitare a sperare di proseguire questo disastroso momento storico utilizzando la paura della fine... che avvenga finalmente! è oramai il momento della nuova era, quella per la quale abbiamo tanto lottato dai nostri nonni, passando dai padri...ora il serpente ha fatto il giro, si stà mordendo la coda, ma prima di morderla ha un ultimo scatto di rabbia, vuole cercare di mantenere ancora un momento, utilizzando la paura della fine...inevitabilmente non fa altro che accellerarla...è stato un giro disastrosamente bleffato sulla pelle del mondo...pensate solo una cosa: ai tempi del nonno di mio nonno, le case non avevano corrente elettrica, si viveva con i ritmi del sole e della luna (semina-raccolto)...le case erano delle fattorie, quindi autosufficienti per il sostentamento degli abitanti ed il loro riscaldamento, infatti, fuori i pollai, sotto c'erano le stalle con gli animali che mandavano ai piani sopra il calore, nel centro le cucine enormi con enormi camini, che con il loro calore e le canne fumarie riscaldavano il piano sopra, dove erano le camere da letto, sopra i tetti c'erano le piccionaie, che con il loro sterco coibentavano i sottotetti, non facendo disperdere il calore che arrivava dalle stalle, passava per le cucine e saliva alle camere da letto... non solo, ma di tanto in tanto lo si toglieva, riutilizzandolo per il fuoco...i piatti e la biancheria si lavavano con la cenere e le lenzuola di fustagno tessute dalle donne, si asciugavano al sole su i prati profumandole, non esiste un disinfettante migliore ancora oggi e senza inquinare...se poi si aveva un torrente vicino, un piccolo mulino aiutava enormemente gli sforzi dell'uomo, ed usavano anche il vento...praticamente, senza dilungarmi troppo, erano delle avanzatissime abitazioni ecocompatibili, visti i materiali che venivano utilizzati...ora immaginate tutto questo, con quello di buono che la tecnologia ci ha da offrire oggi...purtroppo siamo talmente instupiditi dai media, che pensiamo che questo è impossibile, faticoso, anacronistico ed impensabile...che inganno! e che bravi imbonitori che sono stati...in tv mandano ripetuti messaggi subliminali per fare in modo che le famiglie e le persone non riescano a coabitare in gruppi, ci dividono, ci mettono nella condizione di essere sospettosi ed infine di odiarci, le religioni danno una bella mano con il falso aiuto placebo, rendendo succubi , le famiglie, i gruppi, gli aggregati, per poterli utilizzare, una volta alienati, al servizio dei loro eserciti che si combattono tra loro per la supremazia dell'inganno più grosso...in caso di emergenze, come all'Aquila, addirittura oltre a lucrare sulle morti e su di una finta ricostruzione, ci occupano anche militarmente i nostri luoghi, dove siamo vissuti, dove sono vissuti i nostri padri e ci sono morti, non possiamo passare...... questo vuol dire trattarci da schiavi, persone oramai senza più palle, che preferiscono sopravvivere, casomai socializzando virtualmente sotto il loro controllo, piuttosto che fare la fatica di aprire quegli occhi chiusi......se questo non è ora che finisca...

martedì 27 aprile 2010

venerdì 16 aprile 2010

fuochi di paglia

I fuochi di paglia ardono alti nel cielo
Abissi celesti
La mente canta una canzone
Mille forme di lacrime e sorrisi
Sii sereno amore bussano alla porta
Abitano il fuoco
Vestono di paglia
Sono riusciti a toglierci così tanto
E non ci han tolto nulla
Sono riusciti ad avanzare come avide cavallette
Ma… in questa traccia di spazio si vince secondi
Oggi ho visto una forma curva, scura e claudicante dirigersi nel nulla, era un cappotto sgualcito, un poco ricucito, lo fermo, ha tenerezza del mio sguardo preoccupato e dice: “ebbene cosa vedete? La paura vostra del divenire? armate il bel viso con un sorriso, non “tristate”. Alzate gli occhi al velo e guardate il cielo.”
Solo in quell’attimo mi feci conto di quanto sospiro v’era sospeso pel mondo
Bruno, biondo azzurro e rosso
Si distesero le mani, mi dolsero, troppo tempo era state chiuse,sorrisi.
Sentii la sua rugosa mano sfiorarmi a saluto, e un vento.
Poi nulla.
Respirai quel momento con gli occhi spalancati.
E seppi.



daniele Sopralevette ©opy 2010.