venerdì 30 luglio 2010

Pizzo Camarda....


Mentre ero in giro a far foto per i monti mi imbatto in uno strano container, sulla spianata di Pizzo Camarda, la balconata che da sul bosco di Chiarino, il Lago di Campotosto, ed in fondo, la galleria dell'ENEL(...) della Centrale di provvidenza. Nulla di strano direte voi, ed anche io lo pensavo, solo che avvicinandomi mi accorsi che era molto ben protetto, questa specie di casotto metallico ronzante,  reti metalliche elettriche, ferro spinato zincato anti scavalco, molto cemento armato, bocche per prese d'aria nel terreno protette da grate anti sfondamento, due antenne, una direttiva bi-banda per i 144/440 , una GroundPlane a quattro elementi, ed una
parabola satellitare ad inseguimento,
servita da due pannelli solari. Il container

era decisamente massiccio, con le finestre
blindate da grate senza luce, come delle
veneziane d'acciaio, saldate alla struttura.
A vederlo da vicino avevi decisamente la
sensazione ci fosse un alveare di api ben
protetto li dentro, visto il ronzio.Tracciando
 una retta al di sotto della montagna,
era posizionato esattamente all'altezza
della famosa"terza canna" dei Laboratori
del Gran Sasso.Qualche escursionista tedesco,
sapete di quelli mezzi matti, che vedono
complotti pure tra le vacche, di quelli
che fanno parte di un certo gruppo famoso
ANTI NUCLEARE, ci hanno attaccato questo
curioso adesivo,curioso davvero, che di
nucleare sul Gran Sasso, c'è solo lo sterco
di vacca..., che tipi strani a fare tutta
questa strada per appiccicare un adesivo
dalla lontana Germania,...ah dimenticavo,
dopo circa 40 minuti che gironzolavo a fare
foto, prima sento, e poi vedo in lontananza,
avvicinarsi due jeep, una credo della
forestale, e l'altra militare;sicuro un caso,
credo stavano li per i funghi,comunque per
evitare, sono montato nel mio di fuoristrada
e sono sceso velocemente dal lato di Campotosto,
passando per il sentiero del rifugio del Cai,
che io non avevo il cestino di vimini,
non avrei voluto dover pagare la multa.

daniele

lunedì 12 luglio 2010

ESPRIMITI SICCOME TI NUTRI


Esprimiti come ti nutri.
Decomposizione ardita del concetto qualunquistico della qualità linguistica.
Uniquacità> Unità Quantistica Cittadina
Linguale> Astuzia femminile
Stupevole> Volenteroso stupito-e/o (superlativo qualitativo)
Ambilatero> Lateranense ambiguo
Sopraffranto > Sopraffatto dal dolore
Etceterando > Rotolarsi inutilmente nel linguaggio

Etceterando stupevolmente con ambilatero sopraffranto dalla uniquacita linguale.

Preso da: assiomi postulati da congetture presupposte.

Daniele ©opy or Loghi2010

domenica 4 luglio 2010

SopralevettE II: DALLA "VISIONE" LENTAMENTE LA FORMA INFORMA

SopralevettE II: DALLA "VISIONE" LENTAMENTE LA FORMA INFORMA

Come posso spiegare tutto quello che ho vissuto in questi miei anni?
La visione della vita è come un'onda, dove l'uomo è un granellino di sabbia, che quando viene preso dalla vita può vedere dove andrà a rotolare con essa, e quando il giro è completo, può vedere che tutto si ripete all'infinito, ogni gesto, ogni ragione...
Dio è questo moto infinito, che protegge la continuità del cosmo...
C'è chi si lascia portare dalla corrente, consapevole dell'avvenire e dell'avvenuto, godendo ogni singolo momento, così, senza alcuna paura, che sa che in quell'onda esiste il sole e il temporale, e si lascia bagnare ed asciugare, e ride e muore, si consuma donandosi, e si ricompatta ricevendo, consapevole del fatto...
Quando vieni preso dall'onda, vedi il futuro di fronte alla tua vista, ma capovolto, e quando ti trovi al termine del giro, e guardi indietro il tuo passaggio...anche, ecco perchè Leonardo scriveva al suo contrario, riflesso in uno specchio.
C'è ancora un modo di vedere il moto perpetuo dell'avvenire sull'avvenuto...lasciare entrare nel tuo corpo i sogni del tempo, e quando sei "come morto", vedi le sue immagini, puoi provare i morsi terribili dei mostri che costruisce la tua mente, e giocare con l'amore più puro che guarisce, e allo sai quanto hai donato e quanto ricevuto, e tutto appare logico nella sua follia, e piangi...
...e vedi che quelle calde lacrime son come bolle, sfere dove esiste la tua stessa vita, e dalle quali puoi vedere in ogni dove...
Poi vedi dei granelli, che passano il loro tempo a cercare lo scoglio delle cose, dove potersi afferrare...e si distraggono dalla vita, pur facendone parte anch'essi, e tanto più tendono a fermarsi, tanto più soffrono per l'avvicendarsi... gli passi al fianco, vorresti...ma poi capisci...



danijel 4.7.2010