giovedì 7 gennaio 2010

,,,E SARO' ANCHE UN SELVAGGIO, MA HO ANCORA OCCHI PER "VEDERE", TESTA PER "PENSARE" E CUORE PER LOTTARE

IL SOGNO DELLE PRIVATIZZAZIONI GENERA MOSTRIÈ difficile stabilire cosa stia effettivamente avvenendo in Iran inqueste ore, ma risulta invece molto facile accorgersi di quale sia il?target? a cui oggi è indirizzata la propaganda dei media delsedicente Occidente. Questo target, da influenzare e fagocitare, ècostituito chiaramente dalla opinione pubblica di sinistra.In questi ultimi anni il nome ?Iran? è stato associato dallapropaganda dello pseudo-Occidente al nucleare, quindi ad un?immaginenegativa per l?opinione progressista. Parlare continuamente delpericolo del ?nucleare iraniano? è servito a far perdere di vista ilvero oggetto del contendere, cioè il gas iraniano.L?Iran, da solo, detiene circa la metà delle risorse mondiali dimetano, quindi più della Russia e dell?Algeria messe assieme. Propriopensando al business del gas iraniano, la multinazionale BritishPetroleum ha cambiato il suo nome - pur conservando lo stessoacronimo, BP - in Beyond Petroleum, cioè ?oltre il petrolio?, dato chel?energia economica e relativamente pulita del metano costituisce lamaggiore risorsa industriale e commerciale del presente e del prossimofuturo.La privatizzazione del gas iraniano rappresenterebbe quindi uno deimaggiori business di tutti i tempi, e si tratta di un business che nonaffascina soltanto le multinazionali del sedicente Occidente, ma anchegran parte della oligarchia clericale iraniana, quella stessa alaclepto-clericale capitanata dagli ayatollah Mousavi e Rafsanjani, cheha imposto al governo iraniano l?affare del nucleare, con il suoannesso giro gigantesco di appalti e tangenti. Mousavi e Rafsanjanisono anche i referenti in Iran della BP, nonostante che questamultinazionale sia stata responsabile di ottanta anni di tirannia inIran, ed abbia anche condotto, insieme con la CIA e i servizi segretibritannici, il colpo di Stato del 1953 contro il primo ministroconservatore Mossadeq, colpevole soltanto di voler porre dei limitialla rapina del petrolio iraniano. Va sottolineato che, anche nellavicenda di Mossadeq, gran parte del clero sciita, composto già alloradi numerosi affaristi e latifondisti, si rese complice del colpo diStato. La figura dell'ayatollah Khomeini, guida della rivoluzioneanticolonialista in Iran nel 1979, ha costituito in questo senso unarilevante eccezione rispetto ad una tradizione storica che ha vistoinvece il clero sciita troppo spesso in una posizionecollaborazionistica nei confronti del colonialismo.Chiunque sarebbe in grado di verificare, attraverso una rapidainchiesta personale, quante persone siano a conoscenza della questionedel gas iraniano: pochissimi, anche comprendendovi i ?fruitori? diInternet, che pure è considerato il ?canale? alternativo pereccellenza. Ancor meno sanno che l?ayatollah Rafsanjani, l?uomo piùricco dell?Iran, possiede numerose università private, le stesseuniversità da cui provengono quegli studenti che nei mesi scorsi sonostati visti manifestare per le vie di Teheran. Ancor meno ricordanoche sono solo di pochi mesi fa le notizie di inchieste giudiziarie sulcoinvolgimento della CIA, ed anche dell?italiano SISMI, in una seriedi sanguinosi attentati in Iran; un dato che il presidente USA BarackObama non ha smentito, anche se ne ha attribuito la responsabilitàesclusivamente all?amministrazione Bush. Tutte notizie che sonocircolate anche su Internet, ma che sullo stesso Internet risultanoattualmente marginalizzate a favore di altre.I media ?occidentali? oggi ci ?informano? invece sulla circostanza che il principale strumento di comunicazione della ?opposizione? iranianasarebbe proprio Internet, uno strumento che il regime iranianocercherebbe invece di limitare e soffocare. Anche in Italia c?è ungoverno nuclearizzato che criminalizza Internet, perciò per lasinistra italiana può risultare inevitabile e automatico ilmeccanismo di identificazione con la presunta "ribellione" in Iran;senza accorgersi che la solita coreografia di "rivoluzione colorata"copre probabilmente un tentativo di colpo di Stato da parte di settoridell'oligarchia clericale e, ovviamente, delle multinazionali.Grande strumento commerciale e di intrattenimento, Internet èdiventato anche un importante canale della comunicazione diopposizione, ma questo canale alternativo si è rivelato di agevoleintossicazione, come proprio il caso iraniano ha dimostrato, allorchéè stato lanciato su YouTube del materiale audiovisivo a fortecontenuto emotivo, tale da spiazzare ogni riflessione critica sullaeffettiva composizione dell'opposizione iraniana. In tal modo è statomesso in ombra per settimane il fatto che i leader dell'opposizioneiraniana appartengono proprio alla componente più affaristica ecorrotta del clero sciita, mentre il più "laico" di tutti risulta allafine essere proprio il mostro mediatico Ahmadinejad. Il mito diYouTube ne è uscito perciò parecchio ridimensionato, e si è cominciatoa chiedersi quale tipo di controllo subisca, ed eserciti, questocanale "alternativo", troppo funzionale a lanciare ed accreditare deifalsi.Il materiale audiovisivo circolato su Internet durante la precedenterivolta in Iran quindi appariva chiaramente confezionato in funzionedella manipolazione dell'opinione pubblica "occidentale", educata dasempre a valutare gli avvenimenti sulla base di valori astratti o adinseguire concetti mitologici e fumosi come il "mercato", ed a nondomandarsi quali operazioni affaristiche siano in gioco.Un esempio di questa perdita di contatto con la realtà, lo fornìFausto Bertinotti in occasione del suo discorso di insediamento allapresidenza della Camera, quando affermò che nella lotta politica nonsi dovevano più individuare dei nemici, ma solo avversari. Bertinottinon valutava che il rapporto di inimicizia comporta comunque ilriconoscere all?altro una qualche dignità; e infatti l?affarismo nonriconosce mai di avere dei nemici, anzi, la sua propaganda non faaltro che presentarci dei mostri da esecrare. Chiunque si oppongaall?affarismo viene triturato in questo processo propagandistico di?despecizzazione?, che lo estromette dalla comunità umana. Chi sioppone alle privatizzazioni, non è individuato semplicemente come unnemico dei privatizzatori, ma come un nemico dell?umanità tout-court,cioè un mostro.L?attuale mostruosità del regime iraniano deriva quindi dal fatto cheesso risulta un ostacolo - soggettivo o oggettivo - allaprivatizzazione del gas. Ciò non assolverebbe il regime iraniano daisuoi eventuali crimini, ma porrebbe la questione in termini piùconcreti, e farebbe anche meglio capire a quali violazioni di dirittiumani oggi alluda il governo statunitense quando denuncia ciò cheavviene in Iran, e cioè i diritti umani delle multinazionali: ildiritto di privatizzare, il diritto di far pagare le privatizzazioniai contribuenti, ecc.
dall'amico: http://adhoc-crazia.blogspot.com/

1 commento:

Sill Scaroni ha detto...

Gli Stati Uniti d'America sono sempre cerca di rappresentare i guardiani del mondo, ma alla fine tutti sanno le loro intenzioni al servizio della destra radicale e dei capitali. (come sempre)
Buono il testo, anche il blog ...