SopralevettE II
Bene! Tutto questo era finzione, ora vi aspetta la vita reale.
domenica 31 dicembre 2023
giovedì 13 dicembre 2018
sabato 2 giugno 2018
Il Falso Movimento, L'Animale Sventrato e La Montagna Sacra
Fotografia presa dalla mostra - Dipingere con la Luce
Prima mostra: Dipingere con la luce (Il falso movimento)
(esposta in due occasioni)

Primo capitolo del libro
“Dipingere con la Luce” (Il Falso Movimento), sfocate, mosse, dipinte dal movimento della macchina fotografica, dalla messa in scena creata dentro l’immagine, sono il racconto del racconto, la narrazione fotografica della propaganda che ci impone un suo modello di realtà. Sovraesposizione, elaborazione della vita reale a spettacolo. Queste fotografie sono ovviamente a colori. La regia di questa messa in scena sociale è del mercato, che la vuole filmica, erotica, competitiva, coloratissima, saporita, drogata. Vorrei utilizzare una metafora per raccontare questo nostro assurdo, continuo movimento, del quale però non ci interesse né il verso, né la meta: "noi siamo l’operaio che lavora per una fabbrica che costruisce telefoni, che con la sua paga compera lo stesso telefono da lui costruito, e con quello stesso passa il suo tempo ludico, libero per socializzare, e facendo così seguita a lavorare per l’unico padrone per il quale tutti lavoriamo, per il mercato. Questo padrone assoluto così aumenta smisuratamente il suo capitale, proprio con la pubblicità che l’operaio rende visibile attraverso l’utilizzo di quel telefono che lui stesso ha costruito, socializzando virtualmente, e tutta questa condivisione fa sì che il racconto, ossia la simulazione della realtà che il mercato impone per vendersi, venga accettata da tutti come verità di vita, perché tutti così la raccontano, ed è così che ci ritroviamo ad essere schiavi a tempo pieno, seguendo il principio del meme, per imitazione dunque. Così ci muoviamo velocemente per mantenere in piedi questa falsificazione, ecco perché il movimento è il filo conduttore di queste prime dieci foto, l’idea artefatta della bellezza fa sì che noi non si stia mai fermi ad osservare, siamo sempre sfocati, all’interno ed all’esterno, così come lo sono i nostri punti fermi fondamentali che dovrebbero servire alla misurazione della realtà, che dovrebbe tendere alla qualità non alla quantità, non sostiamo mai a guardare il reale stato delle cose, quello che è dentro, che è dietro la messa in scena, non possiamo, non ce lo permette il sistema. Qui in effetti stiamo vivendo nella continua spartizione di anime e mondi da giudizio finale, ma non troppo lo sappiamo, non c’è la percezione di quello che realmente accade oltre il frastuono che ci accompagna in questa corsa alienata.
In queste dieci foto di “Dipingere con la luce” (Il Falso Movimento), con i suoi mossi fluidi, semiliquidi, ho voluto raccontare questo: non sono mai riuscito ad abituarmi al fatto di essere vivo, in questo falso movimento di un rito perpetuo e autoreferente.
daniele
Questa fotografia è stata presa della mostra - Dipingere con la Luce
Questa fotografia è stata presa dalla mostra - 12 scatti per la città
In data da fissare tra fine Agosto 2018 e inizio Settembre
giovinezza e la vecchiézza.
daniele
Terza mostra - capitolo
3
Terza mostra: La Montagna Sacra (IL SACRIFICIO)
in data da fissare
Il metallo della terra temeraria è sempre stato il rame, lì dove la Regina dei Serpenti comanda le polveri delle foreste fossilizzate. La pianta raffigurata nelle insegne è quella del ramo d’oro, il vischio, da sempre utilizzata per gli elisir della salute. Gli aromi delle bacche venivano estratti negli alambicchi di rame, e dentro delle enormi ruote di roccia lavorati con diverse altre erbe a noi sconosciute. Poi avveniva il rito di unione tra il mistero del tempo e la legge del miracolo, in una lotta incredibile contro la superstizione e le vane nostalgie, tutto, per ottenere uno sguardo senza possesso. I monaci, all’uscita di questo rito, dalle torri di roccia calcare, erano sfiniti, e così andavano a riposare nelle faggete più a ovest della dorsale del Gran Sasso, quella che si affaccia al mare. L’aria ossigenata e carica di iodio, nel sonno li curava, lì distesi tra le fogli secche di faggio. Il mondo aveva un senso.
daniele
Grazie per l’attenzione
giovedì 16 febbraio 2017
domenica 22 aprile 2012
martedì 28 febbraio 2012
CIAO CAPITANO
daniele
mercoledì 16 novembre 2011
giovedì 4 agosto 2011
La Porta

Questo, spesso è l’incontro.
Si guardano negli occhi, muti, senza pensieri, uno di fronte all’altro.
Il cuore impazza, unico suono, per un tempo indescrivibile dove tutta la loro vita scorre come in una moviola muta, ed accelerata dal momento, e tacciono.
Poi, finito di scorrere il passato, si guardano diritti negli occhi, sono gli stessi che hanno visto, quando lavandosi ad una fonte, e bevendo, si sono riflessi un momento, poi distratti dalla strada hanno proseguito.
Ecco, ora quegli occhi sono di fronte a se stessi, e si riconoscono, si abbracciano, sorridono e si dicono, ci siamo al fine ritrovati, ora non ci perdiamo.
E senza dirsi una parola sulla strada che li ha portati ad incontrarsi, stringendosi la mano, si raccontano.
venerdì 22 luglio 2011
sabato 9 luglio 2011
venerdì 8 luglio 2011
L'Aquila 7/Luglio/2011 Manifestazione Cittadina photo daniele masciovecchio sopralevette©2011

quelle che vedete qui sono poche immagini, delle migliaia che troverete nella rete
le altre mie, sono custodite in una pubblicazione che racconterà quello che sta vivendo questo popolo, oramai da più di due anni, sarà un documento, ma anche un monito a chi crede di, e vorrà trovare una soluzione a tanto ... la gente piange
giovedì 16 giugno 2011
Guarda come cammina il vento
ogni nota sparpaglia la vita.
Dove sono quelle zingare felici
che perse nel futuro
ti ritrovavano i giorni.
Non voglio perdermi nel passato
tutto è già stato.Gli uomini straccio parlano del nulla
in un ieri, stanotte.
Ho visto la lotta che combatte se stessa.
La zingara dell'oro è si è affacciata, giovane e bella.
Il Re degli zingari guardava la vasca
dove i pesci combattenti lottavano impazienti.
Guarda come cammina il vento.
Mi hai chiesto gli occhi ed mi hai detto:
"Ci tengono chiusi in una prigione invisibile
lontani dalla nostra natura
dal fiumedagli alberi
dal profumo dei fiori
degli animali
dalla terra dove siamo nati.
Vincolati dal controllo,
guardiamo come cammina il vento"
daniele SopralevettE©2011

martedì 31 maggio 2011
Dentro la nature delle cose, attraverso SopralevettE copy

photo Daniele Masciovecchio "sopralevette"copy2011

...luci ed ombre...
la vita ha spessore, profondità, spazio, proporzione, colore, densità,
sapore, odore, vigore, intenzione, causalità, luogo, apparenza, appartenenza, disappunto, gioia, dolore, vissuto, sognato, futuro, suono, dolore, luci ed ombre...
così come è la mia
così è la tua
così quella di tutti
il mio spessore lo stai tastando, il mio spazio dolcemente invadendo, la sua proporzione si svilupperà nel tempo, il suo colore dipingerà il mondo, l'odore la profumerà, il vigore la rafforzerà, la densità lo conformerà, l'appartenenza se ne approprierà, il disappunto la farà vacillare, la gioia l'innalzerà, il vissuto donerà esperienza, il sognato il suo passato, il futuro il suo profumo, il suono la frequenza, il dolore la sapienza, la luce e l'ombra la renderanno profonda...
sappi da ora, che non c'è intenzione nella vita, in nessun modo, così come non ci può essere nelle mie ombre vissute, la volontà di fare mai del male...
l'intenzione sopravvive solo nell'ignoranza di chi ha bisogno di potere, per poter credere di essere potente
un bacio
daniele
lunedì 30 maggio 2011
sabato 8 gennaio 2011
...dalla terra al cielo

domenica 2 gennaio 2011
sabato 20 novembre 2010
domenica 29 agosto 2010
Che colpo
Cosa mi aveva spinto ad entrare nel vuoto? Probabilmente quell’intuito che mi aveva fatto vincere sulla distrazione, un morbo interessante, non c’era dubbio, eppure ancora qualcosa mi lasciava perplesso, come se non fossi entrato in tutte le stanze di quello strano labirinto senza pareti. Il cerchio si era chiuso, questo era chiaro, comunque due vie si intravedevano ancora aperte, la testa mi doleva comprimendo le tempie, forse ero stato ingannato dalla mia stessa fiducia. Un flusso minimo di pensieri, scorreva all’interno del dubbio. Se fossi stato io stesso, preda dell’inutile? Quanta geniale stupidità forniva il nutrimento a quella creatura? Si beatificava della sua stessa inutilità? Era la sostanza, quella, che nel contesto, mi faceva sprofondare come in uno specchio, più andavo giù, maggiore era il riflesso di me stesso che si deformava allungandosi sul piano di una costante, al tempo stesso, me stesso, il mio riflesso, la deformazione della mia coscienza, la proiezione della paura, e la via di fuga. Che colpo.
daniele