daniele Sopralevette2010

Questa immagine è una rielaborazione grafica di uno scatto di LUGLIO 2009. Nonostante alcuni "primi interventi", la messa in opera difficoltosa di CASE, MAP, viabilità e servizi, sicuramente molto difficoltosi, quindi apprezzati, l'economia, il tappeto sociale di questa storica cittadina capuoluogo di regione stà lentamente morendo, rendendola di fatto una città fantasma. Scandali, incapacità politiche, pressapochismo sociale, opportunismo delinquenziale, favoritismi arbitrari, stanno cancellando una realtà storico-turistica-economica di primaria importanza per l'economia . Capoluogo della "Regione dei Parchi", sede di avanzatissime sedi Universitarie e di ricerca scientifica, la città del Gran Sasso D'Italia, la capitale a nord del Regno delle due Sicilie, sede di un capitale monumentale ed artistico, stà trasformandosi in un villaggio di sfollati sociali, sbandati sbranati dall'opportunistica "camorria" dirigenziale. Ecco che la colorazione allegorica di questa foto, dopo sette mesi dallo scatto, simboleggia, metaforicamente, l'illusione della "ripresa" .Utilizzare "la forza", peraltro stanca e fiaccata dalla consapevolezza della realtà degli scandali, per tentare di "contenere" la reazione della popolazione, è sintomatico in una gestione debole, incapace e parassitaria, di un modo di governare che ottiene consensi e voti con l'illusione di fantomatiche "crocere" e l'inganno di una realtà artefatta ad arte dai media.
Non si risolve l'incapacità con la forza e le menzogne, ma dando spazi e possibilità ai cittadini che non l'hanno mai avuti. Se con molta umiltà si desse spazio ed ascolto ai Comitati , ed ai liberi Cittadini, forse una remota possibilità di ripresa si riuscirebbe a cogliere.
La forza di una Città/Stato, stà nella capacità della sua gestione, di saper comunicare con la popolazione.
Un cittadino"...il movente del pensiero non è più il desiderio incondizionato, indefinito, della verità, ma il desiderio della conformità a un insegnamento prestabilito..."
SIMONE WEIL

¿...sollevate l'intervall 'ªZzo...?

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=4949
Prendetele con le "molle", queste notizie.
SIAMO DEI?
Da sempre la dissociazione delle parole e dei pensieri, sono associate alla “sofferenza” mentale.
Quando il tuo sguardo penetra l’orizzonte del reale, si fonde con esso, ne prende possesso, lo sfonda dolcemente, entra in contatto con la natura stessa della mente, in quel mistico momento dove dolore e godimento s’abbracciano, plasmandosi in una nuova nascita, senti il mondo sussurrare, vedi le strade del divenire e del passato sovrapporsi, ti puoi perdere felice in una nuvola di luce. Non si è “matti” perché si soffre, e neppure la “sofferenza” fa diventar matti, ma è il meschino bisogno dell’uomo di strappare il cuore al Dio che si cela nella polvere della tua vita. Ti insegue, ti pensa, fino a toglierti l’essenza, cercando la strategia per staccarti l’energia, e tanto più s’accorge d’esser battuto in partenza dalla sua demenza, tanto più s’affanna, affogando nella sua stessa danza. Quando si rende conto, che può toglierti solo la luce della sua stessa illusione, perché tu splendi dell’energia della tua ragione, o avviene la fusione dell’amore, o morirà lui stesso, nel buio dell’implosione.
danijel©opy2010
All’amore.
Bousquet:
L'OMBRA SORELLA
Entra nella notte senza sponde
Se sei te stesso solo passando
Al cuore da cui nulla è assente
L'oblio renderà il tuo volto
Il tuo silenzio nato da un'ombra
Che l'arricchisce del cielo intero
Schiude l'amore in cui sprofondi
Nelle braccia di un duplice eterno
E annullandoti sotto i suoi veli
Rubati alla notte da un fiore
Dona occhi alla stella
Di cui il tuo fantasma è il cuore
.......................................
Questa voce...
Se soltanto uno,
dei nostri disattenti,
avesse breccia,
tra le braccia della mente,
e le lacrime del cuore,
questo nostro tempo,
questo giovine dolore,
avrebbe modo d'essere,
senza perdere valore.
danijel¸
Lo schermo dell’infinito scherno s’affaccia sulla faccia
Il pelo del lupo vibra sulla porta
appendo lampade nei magazzini del dopo
Ostento il ritmo lento del movimento
Appare una luce nella foce della voce
Distacco bislacco…
La voce nasce dalla foce del platano nano
sorpasso ogni tempo di spavento dove è chiaro il vento nel richiamo dell’alba del rumore che diviene amore con il favore del fervore nel perplesso amore.
Affogo di slancio nel pascolo sviluppato
dalla sequenza della bestiale frequenza
nella mensa dell’inconsapevole vibrazione del nulla incompleto dell’ignoranza
danza la stringa nella vigna dell’ubriaco futuro
tendo lo stemma della bestemmia
operando la passione del minore
cuore importato dal furore illuminato nel fervore … aspetto amore.
Daniele/danijel dan mas Copy 2010 AVANGARD憂
Come un sasso spento nell’onda del lago asciutto dell’altrui frutto appartato nello strato diseguale del normale apparato pensante e talmente pesante del dopo che prosciuga.