venerdì 22 gennaio 2010
mercoledì 20 gennaio 2010
IO HO UN SOGNO [!!!]
...ma non è un'idea nuova, eh? Nel medio evo, chi riusciva ad aver accesso al sapere e lo divulgava, si chiamava "alchimisti" o"streghe" Chi li bruciava? Chi aveva falsità da nascondere! Uhm! Io non so se alcuni di voi hanno un certo cd di Frank Zappa...eh...eh, quante cose interessanti potevi "leggervi" se lo "connettevi" ad internet...ah! ah! ah! L'Italia si adegua? Ma l'Italia è solo una puttana! (politicamente) Ah! Se solo sapeste! Il progetto H.A.A.R.P. vi sembrerebbe una barzelletta (massone) vi siete mai chiesti perchè su internet si trova di tutto ed il contrario di tutto? Si? Ora che si stanno rendendo conto che cominciamo ad avere "un poco" di capacità di discernimento tra finzione e raltà, ci negano persino di scambiarci i filmini della comunione dei figli! Hanno paura che "nascondiamo" informazioni per renderle pubbliche :quello che rubano, chi uccidono, con chi sono collusi, chi era il mandante di tale strage...ecc...ecc... NON ABBIATE PAURA! ORAMAI SAPPIAMO TUTTI DI TUTTO! Ed anche qualcosa di più. VOLETE UCCIDERCI TUTTI? E dopo chi li respira i "vostri veleni?", a chi li vendete i vaccini? SIETE (purtroppo per noi) AL SECONDO AMARO DOPO LA FRUTTA!
P.S.
volete rimanere a scannarvi tra di voi, o prendete atto, che almeno una metà della popolazione non si fà infinocchiare dai vostri obsoleti metodi, pure a costo di non guardare più IL GRANDE FRATELLO? AH! AH! AH!
Che scimmie che siete!
ANTICO DETTO: "Dice il saggio: meglio un blogger troppo "attento", che un cittadino "un poco cretino".
(io ritorno a gonfiar e/o pettinar bambole)
danijel.
lunedì 18 gennaio 2010
domenica 17 gennaio 2010
DIETRO UNO "SCRIPT"

...ero lì, che stavo a capì come metter giù un nuovo scrì[pt], tutto normale, nulla di quale, i telegiornale, come sempre, erano lì, distrattamente a mannacce nella mente quello dovemo e non dovemo capì, ecco che chiudo n'occhio, poi m'abbiocco me cade la pelle, m'esincollano le palle e...
...improvvisamente mi trovo in un prato sconfinato, di cui ar fonno, de stò prato 'nfinito, c'era nà forma gigante, che me pareva'nserpente. Mò me direste, anvedi che te sei appisolato su' quer prato, m'anco pè 'nniente, ero sveglio come lo sono raramente, 'nsomma pè nun'la fà pesante, quer serpente, era na' "esse" gigante. Mortàcc..mè sò detto 'mpaurito, anvedi che me sò ammattito, passo nà mano 'ntera, e mi profuma de tera, arzo lo sguardo ar cielo...azzurro come nà tela, 'nsomma, 'nvè dico niente de tutto stò presente, ora devo d'annà a magnamm'e'fettuccine, poi aritorno dalle cucine e v'aricconno er seguito de stò monno...
se risentimo...
sabato 16 gennaio 2010
giovedì 14 gennaio 2010
...SBATTERSI PER CHI? PER COSA? [scusate eh]
VOI VEDETE ARMONIA IN QUESTO TEMPO?
VOLETE UN POCO DELLA MIA FORFORA PSORIASI DOVUTA AI CAMPI ELETTROMAGNETICI?
Mandate un obolo su questo conto, riceverete un racconto su DVD.
IT 39 Y 01030 03616 PRE000230332
P.S.
specificate l'indirizzo dove ricevere l'opera d'arte.
............................................................................
...1/2/3/l'amore sai cos'è?4/5/6/...
(Quando c'è bisogno si deve saper chiedere,
l'AMORE è saper donare.)
...come userò il ricavato sarà mia completa libertà se donarlo ed a chi, o tenerlo, chi mi conosce capirà...durante il sisma dell'Aquila, nonostante fossi in difficoltà, ho donato le mie capacità gratuitamente, per quel pochissimo che ho potuto fare con la mia arte, non mi serve la pubblicità e neppure il consenso per regalare il mio Amore. Io non vendo Amore,vendo Arte per donare Amore.
per qualsiasi chiarimento, o attestato comprovante il totale NO-PROFIT di questa operazione: dan.mascio@gmail.com
i video quì sopra NON SONO MIEI, ma trovati su you-tube, solo mi sono piaciuti...ecchecazzo i miei sono spersi su tutto l'internet , PAGATE ED IO FARO' ARTE PER DONARE AMORE, altrimenti fottetevi.
PER HAITI
(red) 14 gen 2010 16:39
martedì 12 gennaio 2010
SVEGLIATEVI !
http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-protezione-civile-servizi-spa/511
COMPLOTTISTI? NO! GRAZIE.
danijel.
Mentre srivevo questo post, ho visto le prime immagini di Haiti...le parole non hanno più senso. Le mie lacrime sono le stesse di quella gente. AIUTIAMOLI IN QUALSIASI MODO!
mi vergogno d'esser vivo
freddo nella pancia
freddo negli occhi
sangue vivo come saliva
sputo...sputo...sputo
[...eppure son felice...]
Vedi? Fa giorno.
La Morte ha perso ancora un giro...
Oppure siam noi che c'ingannnìamo...
ah ah ah, che importa!
Tu lasci la finestra mezza aperta,
per far che luce entri...
Eppur il buio incalza
Che venghi!
Si spalmi!
S'adagi!
Saprò parlargli.
Oh amata mia!
Se solo tu potessi legger quello che è scritto tra la radice del mio capello ed il mio cervello!
Che maldestro vanitoso sono,
m'ucciderei, per viver un altro giorno.
Per puzzare di sudore e poi lavarmi,
mangiare e defecare,
perdersi e ritrovarsi.
Su e giù, continuamente, come fà la mente.
Ridere del pianto, e piangere dell'incanto.
MERAVIGLIARSI?
Le mie mani calde affondano nel ghiaccio fino a lordarsi di fango caldo.
Ah! Godere.
O meglio, morire? O forse, sputare il cervello?
Che importa al giovine che calza per la prima volta la tana dove visse?
Ecco, questo mi manca!
L'innocenza di morir contento.
[...eppure son felice...]
danieleMD2010Copy.
venerdì 8 gennaio 2010
AMLETO, atto III, scena III [il volantinaggio mediatico, come forma di lotta pacifica contro l'orribile]
Il trucco è sempre lo stesso: visto che non si può privatizzare unministero, allora se ne privatizza la ?gestione?, quindi i soldi sonopubblici, ma i profitti sono privati. Ma tutto ciò non costituisce unartificio legale, bensì una vera e propria illegalità, e per questomotivo era importante mettere tutti davanti al fatto compiuto il piùvelocemente possibile, in modo da creare un blocco di interessi ecomplicità che renda vani i tentativi di tornare alla legalità.
?Nelle correnti corrotte di questo mondo la mano dorata del delitto può scansare dalla giustizia, e spesso si vede il ricavato stesso delcrimine servire a comprare la legge.? (Amleto, atto III, scena III).
È significativo che questa frase di Shakespeare sia stata scritta trail 1600 ed il 1602, cioè nel periodo in cui nascevano in Inghilterrale prime Compagnie Commerciali, come la Compagnia delle IndieOrientali, antenata delle attuali multinazionali, istituitaformalmente il 31 dicembre del 1600. Nel teatro inglese dell'iniziodel '600 - definito con tipico falso storiografico come"elisabettiano", quando invece la regina Elisabetta non ebbeassolutamente nulla a che vederci -, era frequente lanciare denuncesociali camuffandole con gli espedienti dell'arte retorica barocca.L?espressione poetica ?correnti corrotte? ("corrupted currents"nell'originale di Shakespeare) sembra infatti alludere proprio aipercorsi delle navi della Compagnia delle Indie.
Le Compagnie Commerciali erano organizzazioni criminali specializzatein traffico di merci ottenute attraverso la pirateria, organizzazionitalmente redditizie da potersi permettere di comprare a posteriori laloro legalizzazione, anzi, tutta una serie di privilegi legali. LeCompagnie Commerciali non solo ottennero il privilegio di esercitare iloro commerci in regime di monopolio, ma anche quelli dell'esenzioneda qualsiasi imposta, beneficiando in più di regolari sussidi statali,in modo da potersi permettere di fare concorrenza da posizioni divantaggio anche nei confronti dei produttori locali inglesi. Insomma,nulla di diverso dal repertorio delle attuali multinazionali.
Per giustificare i privilegi delle Compagnie Commerciali, nacque nelcorso del ?700 e dell?800 anche una ?scienza economica?, che chiamòtutto questo ?libertà di commercio? o ?libero scambio?. La sedicente?scienza? economica si incaricava perciò di sovvertire le evidenzedella realtà, avvolgendole nel fumo del mito. Il cosiddetto?capitalismo? - in realtà affarismo criminale assistito dallo Stato -consiste infatti nella fusione della delinquenza comune legalizzatacon la tecnica pubblicitaria, per cui, ad esempio, il rubare vieneoggi presentato con lo slogan: ?introdurre criteri di efficienza emeritocrazia?.
A questo punto non c?è più bisogno neanche di complotti, basta ilconformismo, per il quale chi voglia far carriera nel mondo dellacomunicazione sa istintivamente ciò che deve raccontare al popolo. Inuna recente intervista rilasciata a "Repubblica Radio-TV", RobertoSaviano ha avuto la faccia tosta di affermare che, per salvare laCampania dal potere delle organizzazioni criminali, è necessario unintervento della ?parte sana dell?imprenditoria?, cioè laConfindustria. Come a dire che per combattere delle organizzazionicriminali occorre affidarsi ad un?altra organizzazione criminale,quella stessa organizzazione criminale - Confindustria, appunto - cheha ottenuto la legalizzazione e santificazione dell?asservimento piùavvilente del lavoro attraverso la Legge 30; asservimento ribattezzatodai pubblicitari dell?affarismo criminale come ?flessibilità?. Ed è lastessa Confindustria che pretende e ottiene quotidianamente dalgoverno ?soldi veri? per finanziare appalti e privatizzazioni.
Il filo di continuità di queste carriere giornalistiche che comincianoin testate come " Il manifesto", proseguono a "La Repubblica", efiniscono alla Mondadori, sta appunto in questa mitizzazione delcosiddetto capitalismo, celebrato dapprima sotto le parvenze di unafinta critica, e poi glorificato spudoratamente come salvezza delmondo.
sempre dell'amico http://adhoc-crazia.blogspot.com/
giovedì 7 gennaio 2010
OGGI,7 GENNAIO 2010, ORE 17, SULL'AQUILA CENTRO UN VOLO INCROCIATO DI AEREOSOL
Ricordatevi solo una cosa:
Come riporta questo documento pdf, non si riesce a sapere la verità dagli organi preposti, non si hanno risposte esaurienti dai ricercatori, dagli scienziati, le televisioni nazionali sono deliberatamente silenziose, minacciati i "reporter" che vengono a conoscenza di documenti, spesso sono quelli che pagano il prezzo maggiore, ma...
...sappiate solo una cosa, la popolazione che voi volete cuocere nell'ignoranza della vostra dittatura, psico-video-allucinogena, può avere dei "risvegli", dei "virus" non proprio sotto il vostro controllo, una specie di "mutanti".
No, non stò scherzando, state bene attenti a quello che fate, oppure chiarite pubblicamente quello che accade.
Le manipolazioni sociali, gli esperimenti neuronali sulla collettività possono ritorcersi contro, non siamo api e neppure moscerini...http://www.cnr.it/commesse/CommessaDescr.html?id_comm=1089...
http://www2.polito.it/didattica/polymath/ICT/Htmls/Argomenti/Infoe/Infoesciami/Infoe%201.htm...http://209.85.129.132/search?q=cache:_ifqIVDBSgcJ:archivosilo.nuovastradaonlus .... http://209.85.129.132/search?q=cache:_ifqIVDBSgcJ:archivosilo.nuovastradaonlus ...molti di "noi", hanno gli stessi mezzi che avete voi, anche se non li usiamo per il "condizionamento sociale di massa" con finalità di guadagno, tutto il contrario, più esiste una "presa di coscienza" delle vostre nefandezze, a livello sociale, più voi sperimentate "stati di narcosi collettive". I vostri, ed i nostri studi sulla "rabbia riflessa", portano dalla stessa parte. Il popolo, non si accontenta più della "ragione virtuale" [...] voi sapete di cosa parlo. Sarebbe bene che le vostre "multinazionali" ne prendessero atto, altrimenti rischiate lo stesso fallimento dell' A/H1N1, arriverete a ignettarvelo voi, ma nelle arterie.
danijel.
,,,E SARO' ANCHE UN SELVAGGIO, MA HO ANCORA OCCHI PER "VEDERE", TESTA PER "PENSARE" E CUORE PER LOTTARE
dall'amico: http://adhoc-crazia.blogspot.com/
domenica 3 gennaio 2010
FORSE IO SONO TROPPO "SELVAGGIO" PER COMPRENDERE LA VERITA'...
Oramai, di questi video e foto, di aerei che irrorano i cieli, ne ho piene le mie "schede di memoria", ed anche internet, oramai è un continuo domandare. Io sò solo, che appena dopo averli visti la prima volta dalle vette del Gran Sasso, ed appena dopo averne appena accennato sul mio vecchio blog, http://www.sopralevette.spaces.live.com/ (correlazioni tra H.A.A.R.P. ed i Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso) a seguito dei primi esperimenti sulle particelle, tra Ginevra ed il Gran Sasso appunto, è iniziata la sequenza sismica che ha devastato L'Aquilano, "attivando" una faglia "silente", che a tutt'oggi è, appunto "attiva". 
Ma io non sono uno "scienziato", sono solo un "selvaggio indigeno", un amante della natura, della mia terra, della mia famiglia, sono solo un fotografo che non comprende cosa stia accadendo a questo pazzo mondo, un semplice scenografo, che spera di costruire la propria "scenografia della vita" con il rispetto per l'ambiente dove sono nato e delle persone che ci vivono. Solo mi viene in mente una "storiella" che ho letto...
Questa lettera fu scritta dal capo dei Pellirossa Capriolo Zoppo nel 1854 al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce. Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande Capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta, perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. Quello che dice il Capo Seattle, il grande Capo di Washington può considerarlo sicuro, come i nostri fratelli bianchi possono considerare sicuro il ritorno delle stagioni.
Le mie parole sono come le stelle e non tramontano. Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi?
Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nella esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell’uomo rosso. I morti dell’uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l’aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.
Perciò. Quando il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto. Egli ci manda a dire che ci riserverà un posto dove potremo vivere comodamente per conto nostro. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli. Quindi noi considereremo la Vostra offerta di acquisto. Ma non sarà facile perché questa terra per noi è sacra. L’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è soltanto acqua ma è il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni tremolante riflesso nell’acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi, nella vita del mio popolo.
Il mormorio dell’acqua è la voce del padre, di mio padre. I fiumi sono i nostri fratelli ed essi saziano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono i nostri fratelli ed anche i vostri e dovete perciò usare con i fiumi la gentilezza che userete con un fratello.
L’uomo rosso si è sempre ritirato davanti all’avanzata dell’uomo bianco, come la rugiada sulle montagne si ritira davanti al sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre.
Le loro tombe sono terreno sacro e così queste colline e questi alberi. Questa porzione di terra è consacrata, per noi. Noi sappiamo che l’uomo bianco non capisce i nostri pensieri. Una porzione della terra è la stessa per lui come un’altra, perché egli è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra qualunque cosa gli serve. La terra non è suo fratello, ma suo nemico e quando la ha conquistata, egli si sposta, lascia le tombe dei suoi padri dietro di lui e non se ne cura. Le tombe dei suoi padri e i diritti dei suoi figli vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra e suo fratello, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute, come fossero pecore o perline colorate.
IL suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro solo un deserto.
Non so, i nostri pensieri sono differenti dai vostri pensieri. La vista delle vostre città ferisce gli occhi dell’uomo rosso. Ma forse ciò avviene perché l’uomo rosso è un selvaggio e non capisce.
Non c’è alcun posto quieto nelle città dell’uomo bianco. Alcun posto in cui sentire lo stormire di foglie in primavera o il ronzio delle ali degli insetti. Ma forse io sono un selvaggio e non capisco. Il rumore della città ci sembra soltanto che ferisca gli orecchi. E che cosa è mai la vita, se un uomo non può ascoltare il grido solitario del succiacapre o discorsi delle rane attorno ad uno stagno di notte?
Ma io sono un uomo rosso e non capisco. L’indiano preferisce il dolce rumore del vento che soffia sulla superficie del lago o l’odore del vento stesso, pulito dalla pioggia o profumato dagli aghi di pino.
L’aria è preziosa per l’uomo rosso poiché tutte le cose partecipano dello stesso respiro.
L’uomo bianco sembra non accorgersi dell’aria che respira e come un uomo da molti giorni in agonia, egli è insensibile alla puzza.
Ma se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovete ricordare che l’aria è preziosa per noi e che l’aria ha lo stesso spirito della vita che essa sostiene. Il vento, che ha dato ai nostri padri il primo respiro, riceve anche il loro ultimo respiro. E il vento deve dare anche ai vostri figli lo spirito della vita. E se vi vendiamo la nostra terra, voi dovete tenerla da parte e come sacra, come un posto dove anche l’uomo bianco possa andare a gustare il vento addolcito dai fiori dei prati.
Perciò noi consideriamo l’offerta di comprare la nostra terra, ma se decideremo di accettarla, io porrò una condizione. L’uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco altri pensieri. Ho visto migliaia di bisonti che marcivano sulla prateria, lasciati lì dall’uomo bianco che gli aveva sparato dal treno che passava. Io sono un selvaggio e non posso capire come un cavallo di ferro sbuffante possa essere più importante del bisonte, che noi uccidiamo solo per sopravvivere.
Che cosa è l’uomo senza gli animali? Se non ce ne fossero più gli indiani morirebbero di solitudine. Perché qualunque cosa capiti agli animali presto capiterà all’uomo. Tutte le cose sono collegate.
Voi dovete insegnare ai vostri figli che il terreno sotto i loro piedi è la cenere dei nostri antenati. Affinché rispettino la terra, dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite del nostro popolo. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra madre. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.
Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Ma noi consideriamo la vostra offerta di andare nella riserva che avete stabilita per il mio popolo. Noi vivremo per conto nostro e in pace. Importa dove spenderemo il resto dei nostri giorni.
I nostri figli hanno visto i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri hanno provato la vergogna. E dopo la sconfitta, essi passano i giorni nell’ozio e contaminano i loro corpi con cibi dolci e bevande forti. Poco importa dove noi passeremo il resto dei nostri giorni: essi non saranno molti. Ancora poche ore, ancora pochi inverni, e nessuno dei figli delle grandi tribù, che una volta vivevano sulla terra e che percorrevano in piccole bande i boschi, rimarrà per piangere le tombe di un popolo, una volta potente e pieno di speranze come il vostro. Ma perché dovrei piangere la scomparsa del mio popolo? Le tribù sono fatte di uomini, niente di più. Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui da amico a amico, non può sfuggire al destino comune.
Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo.
Noi sappiamo una cosa che l’uomo bianco forse un giorno scoprirà: il nostro Dio è lo stesso Dio. Può darsi che voi ora pensiate di possederlo, come desiderate possedere la nostra terra. Ma voi non potete possederlo. Egli è il Dio dell’uomo e la sua compassione è uguale per l’uomo rosso come per l’uomo bianco. Questa terra è preziosa anche per lui. E far male alla terra è disprezzare il suo creatore. Anche gli uomini bianchi passeranno, forse prima di altre tribù. Continuate a contaminare il vostro letto e una notte soffocherete nei vostri stessi rifiuti.
Ma nel vostro sparire brillerete vividamente, bruciati dalla forza del Dio che vi portò su questa terra e per qualche scopo speciale vi diede il dominio su questa terra dell’uomo rosso. Questo destino è un mistero per noi, poiché non capiamo perché i bisonti saranno massacrati, i cavalli selvatici tutti domati, gli angoli segreti della foresta pieni dell’odore di molti uomini, la vista delle colline rovinate dai fili del telegrafo. Dov’è la boscaglia? Sparita. Dov’è l’aquila? Sparita. E che cos’è dire addio al cavallo e alla caccia? La fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.
Noi potremmo capire se conoscessimo che cos’è che l’uomo bianco sogna, quali speranze egli descriva ai suoi figli nelle lunghe notti invernali, quali visioni egli accenda nelle loro menti, affinché essi desiderino il futuro. Ma noi siamo dei selvaggi. I sogni dell’uomo bianco ci sono nascosti. E poiché ci sono nascosti noi seguiremo i nostri pensieri.
Perciò noi considereremo l’offerta di acquistare la nostra terra. Se accetteremo sarà per assicurarci la riserva che avete promesso. Lì forse potremo vivere gli ultimi nostri giorni come desideriamo. Quando l’ultimo uomo rosso sarà scomparso dalla terra ed il suo ricordo sarà l’ombra di una nuvola che si muove sulla prateria, queste spiagge e queste foreste conserveranno ancora gli spiriti del mio popolo.
Poiché essi amano questa terra come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Così, se noi vi vendiamo la nostra terra, amatela come l’abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra com’essa era quando l’avete presa e con tutta la vostra forza, con tutta la vostra capacità e con tutto il vostro cuore conservatela per i vostri figli ed amatela come Dio ci ama tutti.
Noi sappiamo una cosa, che il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa per Lui. Anche l’uomo bianco non fuggirà al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo!
sabato 2 gennaio 2010
COME HO DETTO AD UN MIO CARO AMICO: " IO NON SONO L'OMO DE GOMMA"...
...volete capire cosa accade "veramente"? andate su http://www.3e32.com/
Io sono davvero un "pochino" stanco. Un territorio antico, pregno di cultura, bellezza, conoscenza...se non ci svegliamo dal "torpore post-bombardamento", la Magnitudo-Mafiosa, farà di questa terra, una discarica per scorie radioattive, per le obsolete centrali atomiche Francesi, che vanno ad installare, con il silente assenzo di una politica-golpista, la distrazione "voluta" del resto della nazione. [ed anche qualcosa di peggio...]
Altro che oscurantismo, disinformazione, santa inquisizione, quì ci ammazzano a tutti, meglio "peccare" in eccesso di allarmismo, che ritrovarsi a chiedere l'elemosina al proprio boia.
daniele.
INSIEME ALLE BELLE RIPRESE DI STEFANO ARDITO...
...vorrei mettere una delle mie foto, che ben simboleggiano lo stato del patrimonio artistico-culturale dell'Aquilano, oggi. Non è retorica stancante, ma la dura, oggettiva realtà dove "sopravviviamo", non certo per colpa del nostro bellissimo, unico territorio.
[Ai posteri...]
P.S.
Non ho voluto aggiungere video ed immagini "strappalacrime", quelle ve le andate a cercare su "you-tube", ma credo che questa "simboleggi" correttamente lo stato di avanzamento della ricostruzione e quella socio-economico-lavorativa e delle promesse fatte [...]
venerdì 1 gennaio 2010
Eccomi...
danijel.2010

