domenica 3 gennaio 2010

FORSE IO SONO TROPPO "SELVAGGIO" PER COMPRENDERE LA VERITA'...




Oramai, di questi video e foto, di aerei che irrorano i cieli, ne ho piene le mie "schede di memoria", ed anche internet, oramai è un continuo domandare. Io sò solo, che appena dopo averli visti la prima volta dalle vette del Gran Sasso, ed appena dopo averne appena accennato sul mio vecchio blog, http://www.sopralevette.spaces.live.com/ (correlazioni tra H.A.A.R.P. ed i Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso) a seguito dei primi esperimenti sulle particelle, tra Ginevra ed il Gran Sasso appunto, è iniziata la sequenza sismica che ha devastato L'Aquilano, "attivando" una faglia "silente", che a tutt'oggi è, appunto "attiva".

Ma io non sono uno "scienziato", sono solo un "selvaggio indigeno", un amante della natura, della mia terra, della mia famiglia, sono solo un fotografo che non comprende cosa stia accadendo a questo pazzo mondo, un semplice scenografo, che spera di costruire la propria "scenografia della vita" con il rispetto per l'ambiente dove sono nato e delle persone che ci vivono. Solo mi viene in mente una "storiella" che ho letto...

Questa lettera fu scritta dal capo dei Pellirossa Capriolo Zoppo nel 1854 al Presidente degli Stati Uniti Franklin Pirce. Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande Capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta, perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. Quello che dice il Capo Seattle, il grande Capo di Washington può considerarlo sicuro, come i nostri fratelli bianchi possono considerare sicuro il ritorno delle stagioni.
Le mie parole sono come le stelle e non tramontano. Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi?

Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nella esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell’uomo rosso. I morti dell’uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l’aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.

Perciò. Quando il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto. Egli ci manda a dire che ci riserverà un posto dove potremo vivere comodamente per conto nostro. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli. Quindi noi considereremo la Vostra offerta di acquisto. Ma non sarà facile perché questa terra per noi è sacra. L’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è soltanto acqua ma è il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni tremolante riflesso nell’acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi, nella vita del mio popolo.

Il mormorio dell’acqua è la voce del padre, di mio padre. I fiumi sono i nostri fratelli ed essi saziano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono i nostri fratelli ed anche i vostri e dovete perciò usare con i fiumi la gentilezza che userete con un fratello.
L’uomo rosso si è sempre ritirato davanti all’avanzata dell’uomo bianco, come la rugiada sulle montagne si ritira davanti al sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre.

Le loro tombe sono terreno sacro e così queste colline e questi alberi. Questa porzione di terra è consacrata, per noi. Noi sappiamo che l’uomo bianco non capisce i nostri pensieri. Una porzione della terra è la stessa per lui come un’altra, perché egli è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra qualunque cosa gli serve. La terra non è suo fratello, ma suo nemico e quando la ha conquistata, egli si sposta, lascia le tombe dei suoi padri dietro di lui e non se ne cura. Le tombe dei suoi padri e i diritti dei suoi figli vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra e suo fratello, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute, come fossero pecore o perline colorate.

IL suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro solo un deserto.
Non so, i nostri pensieri sono differenti dai vostri pensieri. La vista delle vostre città ferisce gli occhi dell’uomo rosso. Ma forse ciò avviene perché l’uomo rosso è un selvaggio e non capisce.
Non c’è alcun posto quieto nelle città dell’uomo bianco. Alcun posto in cui sentire lo stormire di foglie in primavera o il ronzio delle ali degli insetti. Ma forse io sono un selvaggio e non capisco. Il rumore della città ci sembra soltanto che ferisca gli orecchi. E che cosa è mai la vita, se un uomo non può ascoltare il grido solitario del succiacapre o discorsi delle rane attorno ad uno stagno di notte?

Ma io sono un uomo rosso e non capisco. L’indiano preferisce il dolce rumore del vento che soffia sulla superficie del lago o l’odore del vento stesso, pulito dalla pioggia o profumato dagli aghi di pino.
L’aria è preziosa per l’uomo rosso poiché tutte le cose partecipano dello stesso respiro.

L’uomo bianco sembra non accorgersi dell’aria che respira e come un uomo da molti giorni in agonia, egli è insensibile alla puzza.
Ma se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovete ricordare che l’aria è preziosa per noi e che l’aria ha lo stesso spirito della vita che essa sostiene. Il vento, che ha dato ai nostri padri il primo respiro, riceve anche il loro ultimo respiro. E il vento deve dare anche ai vostri figli lo spirito della vita. E se vi vendiamo la nostra terra, voi dovete tenerla da parte e come sacra, come un posto dove anche l’uomo bianco possa andare a gustare il vento addolcito dai fiori dei prati.

Perciò noi consideriamo l’offerta di comprare la nostra terra, ma se decideremo di accettarla, io porrò una condizione. L’uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco altri pensieri. Ho visto migliaia di bisonti che marcivano sulla prateria, lasciati lì dall’uomo bianco che gli aveva sparato dal treno che passava. Io sono un selvaggio e non posso capire come un cavallo di ferro sbuffante possa essere più importante del bisonte, che noi uccidiamo solo per sopravvivere.

Che cosa è l’uomo senza gli animali? Se non ce ne fossero più gli indiani morirebbero di solitudine. Perché qualunque cosa capiti agli animali presto capiterà all’uomo. Tutte le cose sono collegate.
Voi dovete insegnare ai vostri figli che il terreno sotto i loro piedi è la cenere dei nostri antenati. Affinché rispettino la terra, dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite del nostro popolo. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra madre. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.

Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Ma noi consideriamo la vostra offerta di andare nella riserva che avete stabilita per il mio popolo. Noi vivremo per conto nostro e in pace. Importa dove spenderemo il resto dei nostri giorni.

I nostri figli hanno visto i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri hanno provato la vergogna. E dopo la sconfitta, essi passano i giorni nell’ozio e contaminano i loro corpi con cibi dolci e bevande forti. Poco importa dove noi passeremo il resto dei nostri giorni: essi non saranno molti. Ancora poche ore, ancora pochi inverni, e nessuno dei figli delle grandi tribù, che una volta vivevano sulla terra e che percorrevano in piccole bande i boschi, rimarrà per piangere le tombe di un popolo, una volta potente e pieno di speranze come il vostro. Ma perché dovrei piangere la scomparsa del mio popolo? Le tribù sono fatte di uomini, niente di più. Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui da amico a amico, non può sfuggire al destino comune.
Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo.

Noi sappiamo una cosa che l’uomo bianco forse un giorno scoprirà: il nostro Dio è lo stesso Dio. Può darsi che voi ora pensiate di possederlo, come desiderate possedere la nostra terra. Ma voi non potete possederlo. Egli è il Dio dell’uomo e la sua compassione è uguale per l’uomo rosso come per l’uomo bianco. Questa terra è preziosa anche per lui. E far male alla terra è disprezzare il suo creatore. Anche gli uomini bianchi passeranno, forse prima di altre tribù. Continuate a contaminare il vostro letto e una notte soffocherete nei vostri stessi rifiuti.

Ma nel vostro sparire brillerete vividamente, bruciati dalla forza del Dio che vi portò su questa terra e per qualche scopo speciale vi diede il dominio su questa terra dell’uomo rosso. Questo destino è un mistero per noi, poiché non capiamo perché i bisonti saranno massacrati, i cavalli selvatici tutti domati, gli angoli segreti della foresta pieni dell’odore di molti uomini, la vista delle colline rovinate dai fili del telegrafo. Dov’è la boscaglia? Sparita. Dov’è l’aquila? Sparita. E che cos’è dire addio al cavallo e alla caccia? La fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

Noi potremmo capire se conoscessimo che cos’è che l’uomo bianco sogna, quali speranze egli descriva ai suoi figli nelle lunghe notti invernali, quali visioni egli accenda nelle loro menti, affinché essi desiderino il futuro. Ma noi siamo dei selvaggi. I sogni dell’uomo bianco ci sono nascosti. E poiché ci sono nascosti noi seguiremo i nostri pensieri.

Perciò noi considereremo l’offerta di acquistare la nostra terra. Se accetteremo sarà per assicurarci la riserva che avete promesso. Lì forse potremo vivere gli ultimi nostri giorni come desideriamo. Quando l’ultimo uomo rosso sarà scomparso dalla terra ed il suo ricordo sarà l’ombra di una nuvola che si muove sulla prateria, queste spiagge e queste foreste conserveranno ancora gli spiriti del mio popolo.

Poiché essi amano questa terra come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Così, se noi vi vendiamo la nostra terra, amatela come l’abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra com’essa era quando l’avete presa e con tutta la vostra forza, con tutta la vostra capacità e con tutto il vostro cuore conservatela per i vostri figli ed amatela come Dio ci ama tutti.

Noi sappiamo una cosa, che il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa per Lui. Anche l’uomo bianco non fuggirà al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo!

NON "DIMOSTRARE", MA "MOSTRARE"...

1)

2)

3)

4)

...e così, via di seguito...

sabato 2 gennaio 2010

COME HO DETTO AD UN MIO CARO AMICO: " IO NON SONO L'OMO DE GOMMA"...

...volete capire cosa accade "veramente"? andate su http://www.3e32.com/

Io sono davvero un "pochino" stanco. Un territorio antico, pregno di cultura, bellezza, conoscenza...se non ci svegliamo dal "torpore post-bombardamento", la Magnitudo-Mafiosa, farà di questa terra, una discarica per scorie radioattive, per le obsolete centrali atomiche Francesi, che vanno ad installare, con il silente assenzo di una politica-golpista, la distrazione "voluta" del resto della nazione. [ed anche qualcosa di peggio...]

Altro che oscurantismo, disinformazione, santa inquisizione, quì ci ammazzano a tutti, meglio "peccare" in eccesso di allarmismo, che ritrovarsi a chiedere l'elemosina al proprio boia.

daniele.

INSIEME ALLE BELLE RIPRESE DI STEFANO ARDITO...




...vorrei mettere una delle mie foto, che ben simboleggiano lo stato del patrimonio artistico-culturale dell'Aquilano, oggi. Non è retorica stancante, ma la dura, oggettiva realtà dove "sopravviviamo", non certo per colpa del nostro bellissimo, unico territorio.


[Ai posteri...]

P.S.

Non ho voluto aggiungere video ed immagini "strappalacrime", quelle ve le andate a cercare su "you-tube", ma credo che questa "simboleggi" correttamente lo stato di avanzamento della ricostruzione e quella socio-economico-lavorativa e delle promesse fatte [...]



venerdì 1 gennaio 2010

Eccomi...

...io penso, ed il pensiero si cristallizza dopo esser stato sudore, sangue, sapere, scoria di se stesso e finalmente esperienza, intelligenza. Solo allora posso comprenderne la forma. Strati infiniti di cristalli, che al momento stesso che divengono forma, si sciolgono. Scorie perdute della conoscenza. In questo è contenuto l'amore. Tu hai visto nei miei occhi la discendenza, quella che ci appartiene per coscienza. Io t'amerò per sempre, mio sudore. Il Re si è fatto pietra e si è spaccato, per far della sua immagine il Tuo odore.

danijel.2010

mercoledì 30 dicembre 2009

martedì 29 dicembre 2009

GLI ATOMI DEL TEMPO

Ma non vedete come il tempo scorre velocemente?
Il denaro, le montagne, l’acqua, i rifiuti, le strade, i ponti, le case, le foreste, la neve, i vestiti, le automobili, la polvere, il cemento, la sabbia, il mare, la terra, il sole, le stelle, tutto è tenuto insieme dalle stesse molecole. Gli atomi del tempo.
Mi sono fermato per “un tempo”, a guardare il mio ieri, per “un atomo”, e tutto è trasfigurato.
Solo “ieri” passeggiavo tranquillamente, immaginando dove affondare le mie radici, che il respiro di “un momento”, e tutte le cose si sono frantumate. Cambiando il loro tempo.
Il tempo scorre velocemente, altrimenti noi non esisteremo.
Già, perché non esiste “il mattone primordiale”, ma il continuo, incessante movimento degli atomi.
Ma allora come può l’uomo “fermare il tempo”, o accelerare il suo decadimento?
Forse a qualcuno gli sembreranno “strane” queste parole, si vede che non era “il tempo” di leggerle, oppure di scriverle, chissà.
Ora qualcuno si starà chiedendo “dove vuole andare a parare questo?”
Ecco, un solo momento.
Tutta la popolazione mondiale pensante, ha una sola idea fissa, come ritornare alle buone origini delle cose, senza distruggere l’economia costruita e pensata in questo tempo?
Un vero dilemma, visto che come i pianeti, e gli astri, e le comete, i nostri atomi del tempo, stanno completando una rotazione, e come i corpi celesti, lo facciamo in forma di ellissi, quindi tanto siamo più vicini al nuovo inizio, più il tempo scorre veloce.
Siamo in piena curva, e alla velocità costante in cui pensiamo, visto che non possiamo uscire a pensare fuori da questa traccia, acceleriamo.
Forse credete questo un pensiero astratto? Un poco matto? Chissà che non si colleghi alla fisica sub-atomica ed al pensiero illuminato dei nostri antichi padri.
Fatto sta, che per salvare questo nostro tempo, stiamo tornando a pensare per esempio, di costruire i muri che contengono la nostra vita, con il fango e la paglia, come all’inizio di questo “giro”.
Già, l’eterno movimento, il continuo avvicendarsi, ma?
Come negli atomi, alcuni di loro partono per la tangente, andando a cozzare con altre rotte, interferendo con le loro ellissi, innescandone di nuove, come le onde dell’oceano, nel loro continuo movimento, arrotolandosi producono la spuma, che evaporando torna al suo stato iniziale.
Ora quello che si deve capire, io non riesco a dirlo bene con le parole, ma lo intuisco dal movimento dei miei pensieri, delle stelle, delle maree.
Esiste come “un centro”, una consapevolezza che si muove continuamente, una “cosa” che se la penso mi sorride il cuore, e la parola più vicina che mi viene a far rima, è AMORE.

danijel©

P.S.
Sermone di fine anno di un giocatore di poker incallito.

lunedì 28 dicembre 2009

Ricostruire in questo modo, è salutare, sicuro e conveniente.



E' LOGICO CHE DOVE ESISTE UNA VOLONTA' POLITICO-MAFIOSA, CHE DEVE LUCRARE SULLE RICOSTRUZIONI, SI OSTACOLANO I CITTADINI CON DIFFICOLTA' BUROCRATICHE, IGNORANZA, INADEGUATA COMPETENZA, DELIBERATA CONFUSIONE...chi sono i veri terroristi?

...e ri-meditate gente, meditate.



IN SOMMA, ABBIAMO INTERNET CHE DEVE SERVIRCI PER INFORMARCI, CERCARE, VALUTARE, TROVARE, CHIEDERE. QUINDI INVECE DI USARLO PER GUARDARE I VIDEO PORNO E IL DISFACIMENTO DI UNA SOCIETA' BASATA SULLA RABBIA RIFLESSA DAI MEDIA, CHE OPERANO IN QUESTO VERSO PERCHE' PILOTATI POLITICAMENTE, CHIEDETE, INFORMATEVI, VALUTATE IL VOSTRO FUTURO E QUELLO DEI VOSTRI FIGLI. ED IL SESSO, QUELLO FATTO BENE, SI DEVE FARE, NON GUARDARE!INFORMATEVI! SI PUO' VIVERE CON MENO DI QUELLO CHE CI "INDUCONO" A CREDERE, IN SICUREZZA E SALUTE!ECCO CHE SEMPRE PIU' GENTE DIVIENE "PERICOLOSAMENTE CONSAPEVOLE" PER IL SISTEMA CAPITALISTICO, E COME D'INCANTO, RICOMINCIA LA STRATEGIA DELLA TENSIONE, GLI ATTENTATI, LE GUERRE! ECCO IL NUOVO EVO! VOGLIAMO RICOMINCIARE TUTTO PUNTO E A CAPO? RICOMINCIAMO CON LE ANDREOTTIANE POLITICHE? (TODO MODO).


danijel

sabato 26 dicembre 2009

NON FARE DI ME "UN FIOCCO DI NEVE CHE NON CADE IN NESSUN POSTO"

LA MUSICA CELESTE (di KIKI BONI) Il Natale era vicino e gli angeli musicisti stavano controllando l’orchestra sinfonica universale per un concerto speciale. Lucidavano e ravvivavano ogni elemento dell’universo perché l’energia divina potesse risuonare nel migliore dei modi. Infatti sapevano che l’energia della vita, che creava, sosteneva e trasformava ogni cosa e ogni elemento dell’universo, per sua stessa natura, vibrava in modo armonico, esprimendosi in innumerevoli suoni diversi nelle sue infinite espressioni. Il volo di una farfalla suonava in un modo, lo sbocciare di un fiore in un altro, il volo di una nuvola in un altro ancora e così pure la discesa di un cristallo di neve, il movimento circolare di un atomo, il calore di un raggio di sole, una spinta d’amore….. Ogni più piccola vibrazione dell’energia della vita risuonava come una nota e tutti questi suoni formavano una sinfonia divina.Non era una musica udibile dall’udito umano, ma si manifestava a livelli molto vicini al silenzio, proprio come la musica degli angeli e gli angeli potevano sentirla.Mentre facevano il loro lavoro, si accorsero però che qualcosa stava creando dei blocchi in questa armonia, come un accordo fuori tempo che sembrava avvenisse nel mondo degli esseri umani, i quali, avendo il libero arbitrio, erano gli unici che potevano creare una discordanza.Il ministero divino della salute pubblica si riunì e decise di mandare sulla terra una delegazione di direttori d’orchestra angelici per studiare la situazione. Il gruppo scese e si divise nei vari continenti e nelle varie nazioni, soprattutto quelle così dette “civili”, dove il problema appariva più forte, e cominciò ad ascoltare. In molti luoghi si sentivano dei rumori assordanti, quasi insopportabili per degli esseri abituati al silenzio e alle musiche celesti: rumori di guerre, di violenza, di litigi, di sofferenza, di eccitazione, di nevrosi, che ferivano i loro cuori, ma la compassione e l’amore per l’universo li fecero restare.Sapevano che quei suoni superficiali nascevano da qualcosa di più profondo, che faceva soffrire gli esseri umani e decisero di scoprire cosa fosse. Gli esseri umani erano il gioiello della creazione divina, erano l’espressione più vicina a Dio, la sua immagine, avevano ricevuto in dono tutta la terra; per quale ragione avevano dimenticato la loro grandezza e avevano creato così tanta divisione e così tanto disequilibrio?Eppure gli angeli musicisti, che avevano una visione divina, potevano percepire la grande luce che ogni uomo e ogni donna aveva nel cuore, potevano sentire il desiderio d’amore e di gioia che vibrava in ogni persona; tuttavia quella luce e quell’amore erano velati e non venivano più sperimentati. In alcuni era un velo più leggero, ma in altri era scuro e pesante e la loro anima era imprigionata. Era come se queste persone si fossero chiuse in una corazza che le separava dagli altri e suonassero il loro strumento ognuno per conto proprio, senza unirsi alla grande orchestra universale, perché non sentivano più il grande suono divino che vibrava nel loro cuore. Non riuscivano più ad entrarne in contatto e questo li faceva soffrire.Che potevano fare i nostri amici angeli? Dopo una breve riunione, decisero che dovevano trovare il modo di far riascoltare agli esseri umani la musica delle sfere, dare loro un orecchio speciale per percepire gli accordi profondi. Ma come? Con tutto quel rumore era impossibile. Sapevano che in una sinfonia i momenti di silenzio sono più importanti delle note, perché è dal silenzio che le note prendono potenza. Per la musica divina il silenzio era ancora più basilare, perché era la sua prima espressione e non poteva essere udita se non da quel livello.Decisero quindi di fare un colpo di mano. Non sapevano se il Padre Eterno sarebbe stato molto d’accordo, perché era una cosa non del tutto legale, ma non avevano altra scelta. Il Natale era vicino e a Natale si sa, i cuori sono più aperti e la gente più disponibile.Misero a punto il piano: doveva avvenire la sera della vigilia. E così fu.Mentre la maggior parte delle persone si stavano sedendo a tavola per il cenone, gli angeli con le loro ali magiche spensero qualunque tipo di elettricità e di motore; sparì dalla vista ogni luce, ogni decorazione natalizia, si spensero tutte le televisioni e le radio, si fermarono i treni e le macchine. Anche i satelliti non funzionarono più e i telefonini tacquero. L’unica cosa rimasta erano le stelle: un cielo limpido e lucido illuminato da miriadi di stelle. La gente all’inizio si agitò, si mosse, cercò di telefonare, parlò concitatamente….poi piano piano cominciò ad avvicinarsi alle finestre e a guardare fuori. Allora il silenzio scese sulla terra, un silenzio denso, tangibile, pieno di pace….e da quel silenzio nacque una musica dolcissima, che entrava direttamente nei cuori. Iniziò come il suono di campane lontane, che risuonavano nel silenzio, un suono che ognuno riconosceva come familiare, come se fosse il proprio cuore a vibrare. Poi la musica si espanse e cominciò a raccontare: raccontò la natura e le stagioni, le alte vette dei monti e lo scorrere dell’acqua limpida dei torrenti, la vita del bosco e il tramonto sul mare. Cantò la gioia della terra in primavera e la dolcezza delle foglie che cadono in autunno, la morte del seme e la nascita della pianta, l’entusiasmo di un bambino, la tenerezza di una mamma, il bianco della neve, il giallo dorato di un campo di grano. Cantò il fremito del silenzio, che desidera creare, la continuità, la trasformazione. Musicò l’amore e la gioia, la speranza e la pace. Musicò la vita, quel flusso divino che non si interrompe mai, la luce che vibra in ogni cosa e in ogni essere, il filo dorato che unisce tutto e tutti. Ogni cosa vibrava con la sua nota e l’insieme di tutte le note creava una musica stupenda, paradisiaca. Piano piano le cellule di ogni persona cominciarono a vibrare all’unisono, secondo il ritmo universale, il respiro del singolo si unì al respiro delle sfere….e il velo scuro si sollevò. Ognuno percepì la luce del suo cuore e del cuore degli altri e ne rimase affascinato. Si sentì grande, parte di quell’armonia, parte del Tutto. Ci fu un fremito di gioia. Molti cominciarono a prendersi per mano e si creò una lunga catena di mani unite che circondarono il pianeta terra, mani bianche, nere, di ogni razza e colore. Più la catena si espandeva, più la musica diventava luminosa, come se ogni nota fosse una fiammella dorata. Alla fine l’intero pianeta ne fu illuminato. Allora gli angeli sorrisero e dissero: “Adesso sì che è un vero Natale”
TANTI TANTI AUGURI!

venerdì 25 dicembre 2009

IO SO!

Io so, abominevoli sconosciuti mai veduti,io so. vidi nell'ora che dir si voglia grave, o greve, o gretta, io vidi. posseduto dal diniego del mio stesso, vidi, e gli sorrisi. astuti stufi assuefatti manufatti di vita perduta, piansi...ma di rabbia!
RIDI!iddilleo monello del disqui...sir!m'appago.trangugio foschi loschi deprivati boschi.deliranti angusti di ottemperante saggezza.oh!...giovine truce assordante bellezza nutrita saporita finita...ecco... si piace, consenso del dissenzo apro uno spazio e m'infilo dentro.nell'ora stessa del tremolio...mi accado. mi placo. mi stufo...come un fuso mi sfuggo risorgo mi...porgo.[sospiro]mi placo.

danijel
arde l'insignificante