lunedì 24 maggio 2010
sabato 22 maggio 2010
LA FOTO B&N DI daniele SopralevettE "autoritratto" "mamma e figlio" "la gioia è fiducia"
mercoledì 19 maggio 2010
VIDEO "AMBIENTE ARTE SALUTE" Collemaggio L'Aquila

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Video del progetto di riqualificazione degli involucri dell'ex nosocomio di Santa Maria di Collemaggio, " AMBIENTE ARTE SALUTE"... con il quale si sono ottenuti, nel 2006, soldi e consensi, cavalcando la necessità cittadina di avere uno spazio per la cultura e della salute. Il progetto fu abbandonato. Oggi, alla luce del tragico episodio del 6 Aprile la città dell'Aquila, privata di spazi di socializzazione e cultura, recrimina ad alta voce che le amministrazioni tornino a rivalutarlo.
Daniele Masciovecchio>daniele SopralevettE ©2006/2010 ⋥
Video coperto da Copy 2006
Per ottenere una liberatoria no-profit
dan.mascio@gmail.com
mercoledì 12 maggio 2010
Il limite per il quale siamo ridotti come giocattoli rotti...
...guardatele ancora queste cazzo di foto di Detroit fatte da Moore...guardatela ancora questa cazzo di nostra città , guardate Scampia, guardate lo Zen, guardate le foto delle ex officine di Bussi, guardate il 164 di Napoli, Secondigliano, Afragola, guardate i quartieri Spagnoli di Napoli, Marghera, Genova...e ancora...ancora...ancora...poi fermatevi un solo momento, respirate profondamente, girate i vostri occhi verso il profumo del tempo, guardate la bellezza del mare, dei tramonti, il sorriso del sole tra le vette, chiudete gli occhi, ascoltate il suono dell'acqua, del vino, del sole e del vento, impastato con la dolce litania notturna dei vecchi padri, delle nonne dondolanti nelle sedie di legno profumato, il caldo della lana, il colore del fuoco, il piacere di correre a piedi nudi, le pietre cade e profumate di sole e di fiori...
Oggi ho visto il limite di questro nostro tempo...
Il limite per il quale siamo ridotti come giocattoli rotti...
Un uomo, spalmava la crema per il viso, la nivea, sulle guarnizioni della sua macchina nuova...
Oggi ho visto il limite di questro nostro tempo...
Il limite per il quale siamo ridotti come giocattoli rotti...
Un uomo, spalmava la crema per il viso, la nivea, sulle guarnizioni della sua macchina nuova...
daniele.
venerdì 7 maggio 2010
POTREI RIEMPIRVI COME CERCHI NELL'ACQUA

Potrei riempirvi il fondo umido
dei vostri occhi
potrei sentire asciugarsi il verso
del vostro riflesso
satollare il vostro sator
radere la terra
confermare gli eccetera
ordinando il terrore
radrizzare l'orizzonte
tanto caro a caronte
pascolare nottetempo
divagare su i palindromi
semantica evidenza dell'apparenza
eppure lascio a voi l'effetto
io
daniele.
giovedì 6 maggio 2010
lunedì 3 maggio 2010
LA POLVERE DELL'AMORE CURA GLI OCCHI FERITI

I suoni di questo mondo
Son come lupi famelici
Le parole stesse
Come oggetti taglienti
L’aria
che i colori allegra
ora bruna
ora bionda spuma
ferisce gli occhi
che sanguinano urlando
vedo cadere in pezzi l’allegria
che costruiva cesellando il mondo
Dove le perle?
Dove il filo?
Lacrime sangue ed inchiostro
eppure non è tosto questo destino
lento ci appartiene
così come la goccia
scavò la roccia
l’aguzzino col cappuccio
squadra l’immagine
sgrana i semi
del melograno d’oro
stridendo la natura
nel torchio dell’opulenza
ma una farfalla triste
già colomba amica che m’assiste
ruba un seme all’orco
seminando un nuovo bosco
e cura i mie occhi feriti
con la polvere
delle sue ali velate
ed io piango curato
daniele©03-04-2010
sabato 1 maggio 2010
L'AQUILA, 1 maggio 2010

L'AQUILA, 1 maggio 2010... che festa era?
Giro per le strade "percorribili" della città, un fiume di occhi sbalorditi inciampano con la realtà, la ripetono ossessivamente nelle loro telecamere, nelle macchine fotografiche, nei cellulari... a dispetto dei milioni spesi per il puntellamento, come un vecchio MAMMUT abbando...nato all'inclemenza del tempo e dell'uomo, tutta l'ossatura si stà sbriciolando lentamente... qualcuno piange vergognandosi... una donna posa la testa sulle spalle del suo uomo, non gli reggono le gambe, era un anno che non ripercorreva le strade della sua vita, della sua città...tanti occhi attenti in mimetica, pistola e giubbetto antiproiettile scrutano dalle jeep, come se il dolore di voler rivedere la propria casa fosse illegale..."facinorosa retorica degli abitanti di una città" fantasma...sembra la Jugoslavia di alcuni anni fà...CHI SARA' LA VOLPE?
Ora come allora, quì stà passando la storia.
daniele.
giovedì 29 aprile 2010
Esiste un mistero irripetibile in ogniuno di noi che ci rende invulnerabili, inafferrabili... ogni momento può essere l'ultimo...
...è completamente inutile seguitare a sperare di proseguire questo disastroso momento storico utilizzando la paura della fine... che avvenga finalmente! è oramai il momento della nuova era, quella per la quale abbiamo tanto lottato dai nostri nonni, passando dai padri...ora il serpente ha fatto il giro, si stà mordendo la coda, ma prima di morderla ha un ultimo scatto di rabbia, vuole cercare di mantenere ancora un momento, utilizzando la paura della fine...inevitabilmente non fa altro che accellerarla...è stato un giro disastrosamente bleffato sulla pelle del mondo...pensate solo una cosa: ai tempi del nonno di mio nonno, le case non avevano corrente elettrica, si viveva con i ritmi del sole e della luna (semina-raccolto)...le case erano delle fattorie, quindi autosufficienti per il sostentamento degli abitanti ed il loro riscaldamento, infatti, fuori i pollai, sotto c'erano le stalle con gli animali che mandavano ai piani sopra il calore, nel centro le cucine enormi con enormi camini, che con il loro calore e le canne fumarie riscaldavano il piano sopra, dove erano le camere da letto, sopra i tetti c'erano le piccionaie, che con il loro sterco coibentavano i sottotetti, non facendo disperdere il calore che arrivava dalle stalle, passava per le cucine e saliva alle camere da letto... non solo, ma di tanto in tanto lo si toglieva, riutilizzandolo per il fuoco...i piatti e la biancheria si lavavano con la cenere e le lenzuola di fustagno tessute dalle donne, si asciugavano al sole su i prati profumandole, non esiste un disinfettante migliore ancora oggi e senza inquinare...se poi si aveva un torrente vicino, un piccolo mulino aiutava enormemente gli sforzi dell'uomo, ed usavano anche il vento...praticamente, senza dilungarmi troppo, erano delle avanzatissime abitazioni ecocompatibili, visti i materiali che venivano utilizzati...ora immaginate tutto questo, con quello di buono che la tecnologia ci ha da offrire oggi...purtroppo siamo talmente instupiditi dai media, che pensiamo che questo è impossibile, faticoso, anacronistico ed impensabile...che inganno! e che bravi imbonitori che sono stati...in tv mandano ripetuti messaggi subliminali per fare in modo che le famiglie e le persone non riescano a coabitare in gruppi, ci dividono, ci mettono nella condizione di essere sospettosi ed infine di odiarci, le religioni danno una bella mano con il falso aiuto placebo, rendendo succubi , le famiglie, i gruppi, gli aggregati, per poterli utilizzare, una volta alienati, al servizio dei loro eserciti che si combattono tra loro per la supremazia dell'inganno più grosso...in caso di emergenze, come all'Aquila, addirittura oltre a lucrare sulle morti e su di una finta ricostruzione, ci occupano anche militarmente i nostri luoghi, dove siamo vissuti, dove sono vissuti i nostri padri e ci sono morti, non possiamo passare...... questo vuol dire trattarci da schiavi, persone oramai senza più palle, che preferiscono sopravvivere, casomai socializzando virtualmente sotto il loro controllo, piuttosto che fare la fatica di aprire quegli occhi chiusi......se questo non è ora che finisca...
martedì 27 aprile 2010
domenica 25 aprile 2010
sabato 17 aprile 2010
venerdì 16 aprile 2010
fuochi di paglia
I fuochi di paglia ardono alti nel cielo
Abissi celesti
La mente canta una canzone
Mille forme di lacrime e sorrisi
Sii sereno amore bussano alla porta
Abitano il fuoco
Vestono di paglia
Sono riusciti a toglierci così tanto
E non ci han tolto nulla
Sono riusciti ad avanzare come avide cavallette
Ma… in questa traccia di spazio si vince secondi
Oggi ho visto una forma curva, scura e claudicante dirigersi nel nulla, era un cappotto sgualcito, un poco ricucito, lo fermo, ha tenerezza del mio sguardo preoccupato e dice: “ebbene cosa vedete? La paura vostra del divenire? armate il bel viso con un sorriso, non “tristate”. Alzate gli occhi al velo e guardate il cielo.”
Solo in quell’attimo mi feci conto di quanto sospiro v’era sospeso pel mondo
Bruno, biondo azzurro e rosso
Si distesero le mani, mi dolsero, troppo tempo era state chiuse,sorrisi.
Sentii la sua rugosa mano sfiorarmi a saluto, e un vento.
Poi nulla.
Respirai quel momento con gli occhi spalancati.
E seppi.
daniele Sopralevette ©opy 2010.
Abissi celesti
La mente canta una canzone
Mille forme di lacrime e sorrisi
Sii sereno amore bussano alla porta
Abitano il fuoco
Vestono di paglia
Sono riusciti a toglierci così tanto
E non ci han tolto nulla
Sono riusciti ad avanzare come avide cavallette
Ma… in questa traccia di spazio si vince secondi
Oggi ho visto una forma curva, scura e claudicante dirigersi nel nulla, era un cappotto sgualcito, un poco ricucito, lo fermo, ha tenerezza del mio sguardo preoccupato e dice: “ebbene cosa vedete? La paura vostra del divenire? armate il bel viso con un sorriso, non “tristate”. Alzate gli occhi al velo e guardate il cielo.”
Solo in quell’attimo mi feci conto di quanto sospiro v’era sospeso pel mondo
Bruno, biondo azzurro e rosso
Si distesero le mani, mi dolsero, troppo tempo era state chiuse,sorrisi.
Sentii la sua rugosa mano sfiorarmi a saluto, e un vento.
Poi nulla.
Respirai quel momento con gli occhi spalancati.
E seppi.
daniele Sopralevette ©opy 2010.
mercoledì 14 aprile 2010
domenica 11 aprile 2010
domenica 28 marzo 2010
ODE ALLA CARRIOLA
ODE ALLA CARRIOLA
Oh!
tu cigolante carriola
amica della storia
compagna della scuola
concetto Leonardesco del principio di causa-effetto
cruccio del politico
spavento dello statico (concetto del potere)
allarmi con le tue fattive ruggini
spernacchi i corvi e le cornacchie
donando un senso
ad un mondo illuso
spaventando il colluso
pietrificando l’abile[?] manovratore
dimostrando pazienza
alla cultura della scienza (della parvenza)
ma, … se attivi la presenza
operando il muscolo della intelligenza
divieni tuo malgrado
un mezzo azzardato, difficile, imprudente
per cui
meglio indagarti
or bene, denunciarti
mia sovversiva carriola
tu che facesti la storia.
Daniele Sopralevette© hi hi hi
Oh!
tu cigolante carriola
amica della storia
compagna della scuola
concetto Leonardesco del principio di causa-effetto
cruccio del politico
spavento dello statico (concetto del potere)
allarmi con le tue fattive ruggini
spernacchi i corvi e le cornacchie
donando un senso
ad un mondo illuso
spaventando il colluso
pietrificando l’abile[?] manovratore
dimostrando pazienza
alla cultura della scienza (della parvenza)
ma, … se attivi la presenza
operando il muscolo della intelligenza
divieni tuo malgrado
un mezzo azzardato, difficile, imprudente
per cui
meglio indagarti
or bene, denunciarti
mia sovversiva carriola
tu che facesti la storia.
Daniele Sopralevette© hi hi hi
giovedì 25 marzo 2010
IL RAPPORTO TOTEMICO TRA ARTE FEDE E CONOSCENZA CONTADINA
martedì 23 marzo 2010
mercoledì 17 marzo 2010
♪..allo sceriffo non piace....il rock dell'AQUILA...☺
domenica 28 febbraio 2010
SIETE VOI GLI "ILLUMINATI?"
…vedo che mi “conoscete” bene, ottimo, a questo punto non mi fido più di nessuno, sappiate solo che l’unica certezza è che tutta questa follia è nata per l’ingordigia di pochi, forse per puro divertimento…troppi soldi, troppo potere concentrato in un solo luogo portano alla follia. …si parla di “riserve mondiali finite”, io mi guardo in torno è vedo insulse guerre pseudo religiose, scatenate per l’appartenenza ad agglomerati super-affollati di città-stato abitate da schizzofrenici abitanti alieni(non di questa terra), nel senso che hanno dimenticato[...], che si schiacciano, si spingono, si pigiano gli uni sopra gli altri, come presi da una strana convulsione-panico, incapaci di “ricordare” la bellezza dela natura e della solitudine e dell’amore. …vedo l’impennata di vendita di prodotti per comunicare “virtualmente”, schizzofrenica paura di rimanere soli, poi…cinque minuti di macchina, mezz’ora in bicicletta verso "l’alto", e scorgo distese disabitate di meravigliosi siti naturali…montagne, valli, antichi paesi fantasma, boschi, fiumi, animali…tutto deserto…ancora cinque minuti verso la costa… fumo denso, fiumi oleosi,fabbriche, architettura “folle” per rendere “folle” le “folle”, mezzi militari, navi arrugginite abbandonate, puzzo che risale le foci dei fiumi, mare blu-nero, balene in putrefazione incagliate sulle spiaggie, qualche omino goffo nellle sue tute gialle, che cerca disperatamente di ridare vita, tra un’esplosione ed una nuvola di gas, ad un airone…città devastate da tragedie “naturali”, che si susseguono con il ritmo incalzante di un orrido film, giovani e bambini con gli occhi vuoti, anziani piegati dal peso del nulla che sentono gravare sulla loro storia e che ora “lasciano” in eredità ai loro stessi figli…E’ QUESTO CHE VOLETE? SIETE VOI GLI “ILLUMINATI?”…
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