giovedì 17 settembre 2009

IL MIO PENSIERO SI E' FATTO ROCCIA (traducimelo please)


ho sparato un colpo con la mia pistola, l'ho buttata a terra e sono corso avanti al proiettile...così, per vedere come entrava nella mia scatola cranica... quando oramai stava per fare centro, che io ero sfinito dalla corsa impossibile, l'ho schivato, mi sono inginocchiato, ed ansimante ho pregato.

la foto sopra è di proprietà di "danijel Sopralevette"◘AVANGARTE◘, solo nominando l'autore si può liberamente copiare su altri siti. comprenderne e studiare il significato è facoltà della libera follia visionaria.
danijel

lunedì 14 settembre 2009

ALCUNE VOLTE, BASTA UNA FOTO.





Ora credo che dovreste andare a leggervi i testi tradotti di un complesso qualsiasi di adesso, americano, europeo, asiatico, non cambia molto, non i "THE CLASH", oppure i "RAMONES", oppure "FRANK ZAPPA"...ecc.ecc. ma i GREEN DAY. Avete presente i graffiti che leggete distrattamente sui muri? Bene! Quello dovrebbe leggere il papa la domenica, quando benedice!


Quello dovrebbe leggere, quello che si vive sulle strade, non nelle stanze avariate di puzzo e menzogna della politica e della chiesa! Ecco perchè li tolgono i GRAFFITI!




Ci sono momenti della nostra vita, dove ci ritroviamo a scegliere, a scegliere se agire per noi oppure per gli altri. Questi sono sempre momenti difficili, spesso si mettono in moto strane forze, forze che possono compromettere la comprensione di conoscenti, amici, parenti, ma quello che importa, quello che fa la differenza, è che noi scegliamo con il nostro cuore a prescindere di quello che ci conviene, di quello che ci viene dettato da quella forza oscura del ricatto morale, oppure dell’interesse personale. Questo fa la differenza.

danijel

domenica 13 settembre 2009

alllora ci entrate nelle "cose"...oppure siete alla preistoria...




...adesso vi lascio l'ultimo codice/lama...


poi fate voi..."gli elicotteri passano sopra le vostre teste, aspettano"


tanto non vedono...A.A.V.

avangard action vision¿

sabato 12 settembre 2009

La mia breve storia

Ancora tanti amici, ed altrettanti Amori, s’incamminano tra i vari fragori, dal mio luogo presunto, al loro assunto, ma se solo conoscessero. Ricordi? La gente muore ed io con loro. La gente sorride, e si squarciano le tenebre. Tutto qui, talmente semplice.

Il fratello maggiore apre la strada, il minore la disprezza, se solo avesse avuto ancora qualche carezza. In sogno, ho preso in grembo il neonato fasciato di stoffe colorate, delicate, profumate, ma piangeva, eppur se non dovevo farlo, lo strinsi al cuore, con le mie calde lacrime l’ho lavato, è questo amore che forse m’ha salvato. Il grifone a terra s’è rannicchiato, come un tappeto. Ecco, la mia breve storia ora v’ho detto, sopra le mie mani scorre la pioggia, le unisco a forma di conchiglia, mi disseto, mi mondo e lascio sempre un goccio per il viandante, disperso tra le paure del proprio labirinto. La saetta, scarica a terra la sua rabbia di non avermi vinto, oppure tutto questo, è solo un mondo finto.

daniele Sopralevette ©12/9



venerdì 11 settembre 2009

UN SOLO GRIDO....

Certo che il mio carattere è peggiorato non poco, dopo essermi scontrato frontalmente, in quella cazzo di larghissima autostrada. La donna che guidava il taxi, un attimo prima mi ha urlato: “illuso”, ma aveva una rana sopra gli occhiali. Mi sono iscritto a tutte le ideologie, ne ho fatto coriandoli delle loro tessere, il vento le ha riunite mescolandole, e da sopra la collina dove usciva la fonte del sangue puro, ho visto. Mille si tenevano per mano ascoltando e benedicendo il sogno, ed io cantavo: “ perché questa notte? perché?” Sapevamo tutti che ogni cosa non sarebbe stata più la stessa, dopo, chiunque, in ogni luogo, per qualsiasi causa. Mio zio e mio nonno, stipati in quegli enormi bastimenti, vennero schedati come “quasi bianchi”, bugiardi e puzzolenti. Ancora lui, guardando la follia avvicinarsi, uccidendo dalla logica dei binari d’acciaio, sentì che tutto era iniziato, e quando sentì la frase, che “Colt” aveva reso gli uomini davvero uguali, urlò solo una frase: “ WAKA-YAWAKA”.

danijel ©azzo!

mercoledì 9 settembre 2009

....poveri "CUCCIOLI"....imparate a respirare senza fiato...poi ci baciamo.


QUARDATE FISSI QUESTA GIF, INCROCIATE UN POCO I VOSTRI OCCHI...ALLONTANATEVI DELICATAMENTE DALL'IMMAGINE...

forse riuscirete a spostare il vosto "PUNTO DI UNIONE"...lì mi troverete.

AVANTI...

image to: 1/2/3/4/5/6/7/8/9/10/11/12/13/14/15/16/17/TAM-TAM

livre toner VISIONARIA ALTERNATIVA by danijel Sopralevette•

martedì 8 settembre 2009

...intanto...



UN GENIACCIO...ma...L'UNICORNO ABRUZZESE, per ora, ANCORA NON è ESTINTO...;)



domenica 6 settembre 2009

...e guarda caso chi t'incontro?

Eh? Che dite voi? Eh?

...infondo, avevo cominciato così, un poco come "CENTO ANNI DI SOLITUDINE"...

Io vi avrei fatto respirare la purezza dell'azzurro, dove sfreccia L'Aquila senza padroni, ma ho voluto "cacciarmi", alla rincorsa delle caverne buie della "Montagna Sacra", ed ho "visto". Ho visto di quante bugie è capace l'essere umano, quando e quanto cammina con "Scarpe di Piombo". Ho visto perche' "Lady Hawk"[...] . Quindi ho raccolto e nascosto più fiori nella mia scatola, poi ho girato ancora un poco in cerchio, tanto per essere sicuro non mi fossi sbagliato, poi alzando lo sguardo...

sabato 5 settembre 2009

dove si è fermato il tempo


Alla seconda si fermò il tempo.

La corrente.

La visione del tempo

Aspetta "la corrente"

Avanguardia di rinascita.

giovedì 3 settembre 2009

L'anonimo dei "baci perugina"...[in questi momenti]....

È proprio vero, fino a poco tempo fa eravamo solo dei bambini, ci guardavamo negli occhi arrossendo, li chiudevamo per innamorarci, li stropicciavamo per vedere i colori ed ora eccoci,
dubbiosi, se è l’avanzamento di una precoce senilità che ci fa dannare sulla manipolazione della nostra vita oppure no, se quello che abbiamo davanti è frutto degli errori dei nostri amati genitori, oppure è una cazzo di diabolica trappola per ingannare noi stessi da[…]da chi?
Siamo solo il frutto di un codice, o cosa?
Rielaborazione del caso? Incestuosa, massificante opera massonica?[non da escludere] Figli di quei nonni, che con un’operosa trasmutazione del passato nel futuro, sentendo anche loro, la stessa musica che sentiamo noi, credendo fosse opera del demonio, hanno elargito quantità di forza, industriale affinché questa smettesse, e siccome non si placava, si diedero a costruire, navi, ferrovie, girare in tondo il mondo, divulgando l’orrore a chi cantava a piedi scalzi, un genetico bisogno extraterrestre, cosmico, di sconfiggere l’ignoranza nativa? Forse fu così che tutto ebbe inizio. Il primo parlò, il secondo stette zitto, il terzo annui, il quarto comprese che avevano fatto un gruppo, il quinto si mise a capo, il sesto gli rubò la donna, ed il settimo? […], riflettendo sul significato di quella famosa musica, si mise a scrivere i bigliettini dei “baci perugina.”


©
…anonimo…

ATRIMENTI LA PERUGINA MI QUERELA!

mercoledì 2 settembre 2009

martedì 1 settembre 2009

ORA, UN POCO DI VITA REALE.

PER ESSERE INFORMATI "non ignorare"...BISOGNA "conoscere"...





http://6aprile2009.it/



IO HO VISSUTO OGNI MOMENTO, OGNI PARERE, OGNI DUBBIO, OGNI PAURA, OGNI SFOGO,

devo dire che ne sò meno di prima...

QUELLO CHE HO VISTO E' UN "BALLETTO" NON SOLO TRA LE FAGLIE [...]

L'unica certezza è venuta dai VOLONTARI

a loro dedico:

daniele Sopralevette

HEY! Grazie, anche a chi mi è stato "vicino" da "lontano", per telefono[!] e via mail:)

Spero davvero possa ricambiarvi, un giorno.

lunedì 31 agosto 2009

mercoledì 26 agosto 2009

IL CASTELLO NON C'E' PIU'



alveari sferici giganteschi
luci e colori plastificati
progetti perfetti
confetti riciclati da presentimenti sognati
celle monolocale
spazi e suoni determinati
avanzano distratti
palcoscenici contaminati
volte capovolte
scivoli ludici
anziani bambini, scivolano ritrovandosi
fretta, ristretta e dilatata
campanili abbandonati, sudano ...

...ma tornerà il rispetto del vento sul tuo petto
sull'erba spalancata dell'amore
aprirò il sapore della botola di quegli occhi...
fratello mio...bambino...

questo è il cammino.


daniele Sopralevette