domenica 9 agosto 2009
sabato 8 agosto 2009
....ecco come mi han ridotto a via di controlli!


venerdì 7 agosto 2009
L'Aquila PENTOLA BOLLENTE..
daniele Sopralevette
giovedì 6 agosto 2009
mercoledì 5 agosto 2009
sPIEGAZIONE
I know, I understand, you would like to say here that I will not say what. That you would like to open the doors of my safe. Ah! AH! ah! Poor, picccoli. Only managed to re-read this text to the contrary and to translate in my language, we will send to my mail, I will give you a track to make me offers. "JOY TO THE PROVO EXCEEDS ANY REASON"
martedì 4 agosto 2009
Hey? Cazzo facciamo?♣ovvero, vediamo che effetto fà questo scritto da adolescente.
Sapete, non credevo di averlo mai dovuto dire, ma non è bello, no, dover vivere aspettando di dover morire. Voglio dire, non è carino. Specialmente quando siete al bagno con i pantaloni calati, con la paura che vi “becchi” proprio allora. Cazzo, e tutto quello che ho passato nella mia vita? No! Decisamente non voglio crederci! Ma voi credete che i nostri capi di governo, quelli che comandano e danno ordini ai servizi segreti per far “questo” o “quel” colpo di stato, stando al loro bagno e sentendo l’edificio che si contorce, che gli crolla sopra, scappando a culo nudo, ci hanno mai pensato? Poi quegli idioti, io capolista, che s’arrovellano tutta la vita a scattar foto, recitare, non vi pare che è già una grande recita tutto ciò? Poi il massimo della depravazione mentale, sono quegli scienziati, specialmente i fisici, che studiano l’atomo, per poi scoprire che non esiste, non esiste la materia, esiste il movimento, e per saper di questo, accellerano * il processo della fine. Davvero neppure Pirandello sarebbe stato capace, neppure nei romanzi della collana Urania l’ho mai letto. O forse si. Comunque, non si dovrebbe fare, ecco. Basterebbe che “i comandanti in capo del mondo”, si riunissero in un tavolo e dicessero: “Hey! Cazzo facciamo? Non sarebbe il tempo di smetterla e goderci questi pochi istanti come vecchi amici?” E’ così stupida e scontata la soluzione, che a scriverla mi vien voglia di ridere. Sapere adesso che la maggiore causa delle guerre, degli attentati, delle stragi, della follia, è dovuta proprio alla paura di morire?
Un bacio forte, forte.
danijel
RELAZIONE PERSONALE PER ROD
lunedì 3 agosto 2009
BLOW-UP...ma capirete.
sabato 1 agosto 2009
QUESTA MIA ANTICA BANDIERA...

...mi venne regalata da un vecchio monaco guerriero,
che seppe custodire il suo cuore e la sua rotta,
su di un'antica cima a sud del vento profumato dei bucaneve,
nulla e nessuno seppe di lui in verità chi fosse,
ma il vento e gli uccelli dei boschi,
s'avvicinavano a sentirlo suonare,
molti lo credon morto, pazzo o sperduto,
ma io so per certo, ché solo ravveduto...
danijel
TANCK TO JJCCCCC
mercoledì 29 luglio 2009
UN PALLIDO ABBOZZO DI TELEVISIONE E DIVULGAZIONE SCIENTIFICA 7+
IO LEGGEREI ATTENTAMENTE TRA LE RIGHE, SEPPUR DIRETTE, DI QUESTE PAROLE. L'ITALIA CHE CI PROPINA LA TELEDITTATURA TIPO PORTA A PORTA, E' UNA RIPRODUZIONE FAVOLISTICA, DEMENZIALE, DELLA SENILE POLITICA, CHE STA' RISCHIANDO DI UCCIDERCI TUTTI. SIAMO AGLI ALBORI DI UNA TELEVISIONE LIBERA? CHISSA' DAJE E DAJE ANCHE LE CIPOLLE DIVENTENO AJE.
lunedì 27 luglio 2009
sabato 25 luglio 2009
IL SUONO DEL MARE DI NOTTE
Ero un poco preoccupato, che in bella mostra, stesi in terra sul vicolo di casa mia c’erano dei moschetti e pistole.
Sembravano corpi morti, stesi a seccare.
Io ero in cima alla salita, e li vedevo così, immobili.
Mi preoccupai un poco, sapevo quanto erano pericolosi, avrebbero attirato la curiosità dei giovani, sempre in cerca di qualcosa da metter sotto i denti.
Li avrebbero raccolti, avrebbero sparato, e una donna, madre o sposa, avrebbe pianto.
Poi una gran festa; mortaretti, suoni, dolci, entrò nei vicoli riempiendoli di gente, come un’onda di risacca, tutto si cancellò, rimase solo una strana gabbia di ferro sopra ad un carretto poggiato a terra, e dentro un bambino che teneva nelle mani aperte, con le braccia spalancate, due enormi babbà grondanti di rum, e piangeva.
M’avvicino, gli chiedo cosa fosse, mi rispose che doveva darli in regalo e piangeva perché sapeva che avrebbero fatto male, lo avevano lasciato lì perché non li donava a nessuno e poi piangeva troppo forte.
Mi fece talmente pena, dentro quella gabbia, con il viso roseo e paffuto bagnato dalle lacrime, disperato.
Un poco di coriandoli si erano appiccicati al suo volto e nel fondo della gabbia.
Stavo per fare qualcosa, ed ecco di nuovo un’altra onda di suoni, di spari, gente, gonne colorate, sudore, strilli, portò via tutto, rimasi solo, il vicolo vuoto, le case mezze crollate, ed in lontananza il suono del mare di notte.
Non mi ero mosso di un solo centimetro.
Guardavo ed ascoltavo.
Il suono del mare di notte, ed è lì che mi diressi.
Compresi molte cose quella notte, ma non saprei spiegarle.
daniele Sopralevette©
danijel
dan.mascio@gmail.com
giovedì 23 luglio 2009
Please use my language to communicate, thanks.






