
Purtroppo, scattata con un cell.diciamo che in questo periodo ho altri grilli per la testa...(difficile da credersi eh?)
Esistono tante brave persone a questo mondo, peccato che per questo loro modo di essere non contano nulla a dispetto delle loro capacità.
La fretta di vivere.
Dalle mie vecchie cicatrici sgorga il sangue dell’opportunistica “ragione d’essere”, qualità bestiale dell’uomo.
Ogni goccia del mio sangue, piange la sconfitta dell’amore.
Ogni goccia, un “documento autenticato”, della “privazione a favore”.
Per ogni uomo, per ogni donna, che oggi conosce la follia, il morso della paura dell’incomprensibile tecnologica comodità di vivere nella bugia della tenda, ogni goccia infetta la ragione.
Penosa chiarezza dell’uso dell’incertezza.
Un solo sguardo sincero, potrebbe riaccendere la fiamma del camino domestico che scaldava la ragione d’essere.
Un solo sguardo sincero, costruirebbe i muri e le fortezze che contenevano paure, incertezze e assalti alle carezze.
Abbiamo costruito le città ed i templi per questo, ma non ci è bastato creare un “limite invalicabile” all’ inadeguatezza dell’uomo che convince e sopravvive alla natura e nella natura, ma siamo andati oltre, abbiamo imparato l’arte di fingere l’amore, recitando l’amicizia di costruire per i deboli, minando le certezze dei figli, crescendo generazioni di guerrieri che sarebbero serviti a combattere le guerre di potere, per il poter avere, chiudendo e precludendo a doppia mandata il tempo necessario per arrivare alla conoscenza, chiusi in quei castelli fatiscenti che si sbriciolano imprigionando la verità di crescere, bilanciando realtà ed immaginazione, alla prima scossa della ragione del mondo.
Non dico altro, che la fretta di vivere ha aiutato la cultura onirica della tele-visione, gestita da avidi alchimisti della ragione.
daniele Sopralevette©2009

Io vivo tra quegl’inesprimibili profumi dei fiori, delle rocce, del sole, e vedo i padroni del mondo, compressi tra i vari rumori digitali, condannati al sorriso della paura.
Forse che l’uomo ha voluto vincere il freddo e la stanchezza d’esser nato, costringendo la propria stessa natura, in una continua dittatura , negandosi d’ascoltare il vivere, convinto che senza la sua fretta stretta, il cosmo era incapace di presiedere e sopravvivere. In fondo, guardando i loro occhi, ho un profondo rispetto della loro inadeguatezza all’amore.
Così costringono costretti…
Se solo si sapessero perdonare…
danijel Sopralevette©


E....QUESTO E' IL MIO "MEDITERRANEO"