All’adorabile quella, che s’innamorò di una rima.
Tu mia bella
Sii come n’à caramella
V’addducite a succhiadite
Tinn’o core sotto‘ncopp’udite
Chillo che niune ave ‘ncapa
Tu o’tienn’in to cervielle
E sì n’a rosa ‘e maggio
Si te trase cò coraggio
Agg’iu bisogn’e sognatt’attutt’lore
C’à sinnò te sgunfie a poche a poche
Iamm’copp’ià vienn’à trase pur’accà
Dov’o sole è picchiatell’
Dov’a luna è la padrona
Dov’e’unnùmmer’n’esiste
Amm’encopp’n’esse triste
C’agg’ditte pù te sognà?
Sott’ncopp’a ta’turnà.
O blues t’agg’mparà
danijel ♥
mercoledì 10 giugno 2009
martedì 9 giugno 2009
lunedì 8 giugno 2009
domenica 7 giugno 2009
Allora ragazzi, non vi sembra che questa storia del terremoto in Abruzzo, assomiglia tanto ad un film di Tarantino? Già! Diamine come giocano sulla pelle della gente! Il “coglionano” , (che i nani sono bravissime persone e non mi sento di offenderle anche solo avvicinandole ad un viscido simile), il nonnetto sadomaso, dicevo, se ricordate, aveva dichiarato che per risollevare l’economia bisognava “ricostruire”, ecco che dopo l’accordo con i paesi del G-8, america in primis, guarda caso “capita” il terremoto in Abruzzo, bene, bene, vi tralascio tutte le sfumature del caso, rispetto alla singolare figura di Giuliani, quello del radon, (che lavora ai laboratori finanziati dall’america), dell’implicazioni e delle coincidenze scientifiche, con l’uso di HAARP con questo terremoto, ma…cilegina sulla torta, lui, il depravato, si espone in maniera esponenziale, da vero giallo criminale, promettendo mari, monti e perfino dentiere, ottenendo così un consenso tale che mette in moto la macchina della protezione civile, che tanto per non smentirsi, è servita più o meno, a fare quello per cui è nata: mettere sotto controllo il territorio, tipo stato di guerra, vietando la circolazione degli “indigeni”, vietando la possibilità di fare comunella e perfino di bere caffè e coca-cola nei campi, intanto, l’opinione pubblica porta a porta dipendente, si smiela e si svena, finanziando un bel gruzzolone, che lo psicognomo già si era accaparrato, con sotterranei impegni con una certa sinistra, impegnandosi a non cambiare e a prendere per il culo gli Abruzzesi, che di conseguenza, come molti Italiani, credono di punirlo, guarda caso, con le elezioni che si tengono proprio in un periodo dove i soldi dovrebbero servire alla ricostruzione. La frittata è fatta! Il figlio della cupidigia, intasca un ingente provento, e la sinistra vince le elezioni. Poi con il G8, si prenderanno anche i soldi, e se qualcuno strilla…la mano della giustizia militar-golpista, cala come una mannaia, tanto tutta la provincia dell’Aquila è in stato di coprifuoco.
Eh? Che ve ne pare per un film? Non a caso ho studiato “scenografia”.
danijel.
P.S.
Da “bioblu”, a Grillo, e a tutti gli amici che vegliano sul disfacimento di questo pianeta e che forse inconsapevoli giocano una parte di rilevante importanza in tutto questo gioco delle parti, dico: dal “quinto potere” in poi, come potete esser certi che quello che dico non sia vero? Ricordate la finta guerra all’Iran? E le Torri Gemelle, ce le siamo dimenticate? Eh eh eh…Tenete a mente la data.
Eh? Che ve ne pare per un film? Non a caso ho studiato “scenografia”.
danijel.
P.S.
Da “bioblu”, a Grillo, e a tutti gli amici che vegliano sul disfacimento di questo pianeta e che forse inconsapevoli giocano una parte di rilevante importanza in tutto questo gioco delle parti, dico: dal “quinto potere” in poi, come potete esser certi che quello che dico non sia vero? Ricordate la finta guerra all’Iran? E le Torri Gemelle, ce le siamo dimenticate? Eh eh eh…Tenete a mente la data.
venerdì 5 giugno 2009
STRANGE DAY
PERLE di SAGGEZZA o Fuga dalla realtà?
Gli occhi umidi di pianto.
Vedo l’uomo affaticare la propria visione della realtà, alla ricerca di compensi e componenti dell’inutile sogno, per combattere la morte.
Ogni azione deve avere un riscontro, una paga, un tornaconto anche morale, nella migliore delle ipotesi, altrimenti materiale.
Si danna la vita, per un’idea di miglioramento, e giammai potrà accettare l’idea , che è proprio quel cercare al di fuori di se stesso, che lo rende brutto.
Diaconi del miglioramento della materia, come a dire: “cultori del nulla”.
Chi scappa dal reale? L’uomo che combatte, sfinisce il proprio corpo e la sua mente, alla ricerca di un luogo attendibile alle risultanti dell’approvazione dell’altro e di se stesso, o colui che sorride all’innato informe stato, insito nella nascita dell’ angelo che si trasforma in demone, ne prende atto e gode del suo privilegiato scopo di migliorare la visione del Dio che l’ha creato.
Già, il Dio.
Quello che ci sussurra continuamente la vista ed i sensi, donando visioni arcadi del mondo, rendendo consapevole la vista del futuro, sulla bellezza della consapevolezza, sull’imponente disegno che alberga in questo spazio.
Parole vuote, per chi di vuoto si riempie, ma colme di sostanza, per chi non ha la tracotanza di conservarsi in un contenitore, che fine a se stesso, si riduce all’illusione di conservarsi senza guardarsi intorno.
Comprendo solo ora, lo sforzo pantagruelico, di chi ingurgita ogni forma di cupidigia per dissolvere quel malessere bestiale che forma l’ignoranza del demone, che afferra l’incapacità di avere pace.
Comprendo solo ora, la grandezza della risata che alberga in una suonata del Grande Musicista.
Fili.
Solo, piccoli, lunghi fili, ci contengono allacciando il codice dell’abbraccio, che unisce la morte della vita, alla vita della morte.
Questo è il ritmo che sfugge, che sente il blues’man, o il jazz’man.
L’Uomo suona quello che la Donna crea, spesso senza esserne consapevole, ecco perché è cedevole alle favole.
Ma la Donna è sublime quando canta, e cattura il navigante senza meta, piegandolo alla conquista della terra, della “propria” terra, confinando la “follia dell’uomo”, in quel luogo-non luogo, all’interno del suo ventre.
Hey! Se questo ritmo vi è piaciuto, se avete gioito oppure solo sorriso, se credete che ne valga la pena, per piacere, lasciatemi dilungare nella mia follia inviandomi una nota.
Fosse solo un “sol”, ma credete, io sopravvivo con le vostre donazioni, vendo suoni e dubbi, pazzia e fotografia, amore e ritmo, non fate che io debba smettere di suonare la mia mente, donatemi quello che vi avanza, anche solo un pochino, un misero nichelino che regalate all’angolo della vostra nera coscienza, cazzo, non potete farmi questo, io non posso stare senza quel poco d’amore, è come il raffreddore stagionale, quello allergico per capirci.
Quindi vi chiedo, di sostanza, inviate a questo “nessuno”, a questo invadente facchino dell’incostanza, quello che pensate debba essermi dovuto, ne più, ne meno.
Dio vi renda merito.
A: dan.mascio@gmail.com
Vi darò il mio IBAN
Oppure invitatemi ad una serata di lettura
Oppure pagatemi la scrittura, di quell’enorme libro,
che custodisco insieme ai miei tarocchi,
che vi farò gratuitamente, se questo avete in mente.
Altrimenti, andate gentilmente a fare in culo.
danijel ©opy2009
Gli occhi umidi di pianto.
Vedo l’uomo affaticare la propria visione della realtà, alla ricerca di compensi e componenti dell’inutile sogno, per combattere la morte.
Ogni azione deve avere un riscontro, una paga, un tornaconto anche morale, nella migliore delle ipotesi, altrimenti materiale.
Si danna la vita, per un’idea di miglioramento, e giammai potrà accettare l’idea , che è proprio quel cercare al di fuori di se stesso, che lo rende brutto.
Diaconi del miglioramento della materia, come a dire: “cultori del nulla”.
Chi scappa dal reale? L’uomo che combatte, sfinisce il proprio corpo e la sua mente, alla ricerca di un luogo attendibile alle risultanti dell’approvazione dell’altro e di se stesso, o colui che sorride all’innato informe stato, insito nella nascita dell’ angelo che si trasforma in demone, ne prende atto e gode del suo privilegiato scopo di migliorare la visione del Dio che l’ha creato.
Già, il Dio.
Quello che ci sussurra continuamente la vista ed i sensi, donando visioni arcadi del mondo, rendendo consapevole la vista del futuro, sulla bellezza della consapevolezza, sull’imponente disegno che alberga in questo spazio.
Parole vuote, per chi di vuoto si riempie, ma colme di sostanza, per chi non ha la tracotanza di conservarsi in un contenitore, che fine a se stesso, si riduce all’illusione di conservarsi senza guardarsi intorno.
Comprendo solo ora, lo sforzo pantagruelico, di chi ingurgita ogni forma di cupidigia per dissolvere quel malessere bestiale che forma l’ignoranza del demone, che afferra l’incapacità di avere pace.
Comprendo solo ora, la grandezza della risata che alberga in una suonata del Grande Musicista.
Fili.
Solo, piccoli, lunghi fili, ci contengono allacciando il codice dell’abbraccio, che unisce la morte della vita, alla vita della morte.
Questo è il ritmo che sfugge, che sente il blues’man, o il jazz’man.
L’Uomo suona quello che la Donna crea, spesso senza esserne consapevole, ecco perché è cedevole alle favole.
Ma la Donna è sublime quando canta, e cattura il navigante senza meta, piegandolo alla conquista della terra, della “propria” terra, confinando la “follia dell’uomo”, in quel luogo-non luogo, all’interno del suo ventre.
Hey! Se questo ritmo vi è piaciuto, se avete gioito oppure solo sorriso, se credete che ne valga la pena, per piacere, lasciatemi dilungare nella mia follia inviandomi una nota.
Fosse solo un “sol”, ma credete, io sopravvivo con le vostre donazioni, vendo suoni e dubbi, pazzia e fotografia, amore e ritmo, non fate che io debba smettere di suonare la mia mente, donatemi quello che vi avanza, anche solo un pochino, un misero nichelino che regalate all’angolo della vostra nera coscienza, cazzo, non potete farmi questo, io non posso stare senza quel poco d’amore, è come il raffreddore stagionale, quello allergico per capirci.
Quindi vi chiedo, di sostanza, inviate a questo “nessuno”, a questo invadente facchino dell’incostanza, quello che pensate debba essermi dovuto, ne più, ne meno.
Dio vi renda merito.
A: dan.mascio@gmail.com
Vi darò il mio IBAN
Oppure invitatemi ad una serata di lettura
Oppure pagatemi la scrittura, di quell’enorme libro,
che custodisco insieme ai miei tarocchi,
che vi farò gratuitamente, se questo avete in mente.
Altrimenti, andate gentilmente a fare in culo.
danijel ©opy2009
giovedì 4 giugno 2009
Gentili, si! Ma fessi, no!




















Alla manifestazione di oggi, 3 Giugno, alla Villa Comunale dell’Aquila, finalmente tutti i Sindaci dei Comuni del “cratere”, la Presidente della Provincia ed il vice presidente del consiglio regionale, hanno detto no alle false promesse di un decreto legge, che uccide ed affossa la ricostruzione reale del centro storico e di tutti i centri storici delle cittadine e dei paesi colpiti dal sisma. Finalmente. Un’ovazione dalla gente, che numerosa era presente, alle dichiarazioni di “non vietare” le assemblee nei campi e di rendere trasparenti le spese della protezione civile a tutti i cittadini coinvolti, lasciando libertà di riunirsi nelle tendopoli per discutere e valutare la politica della ricostruzione. Questo “provvedimento”, di ostacolare le libere assemblee, era rimasto particolarmente antipatico agli Aquilani, che si sono schierati dicendo: “ Aquilani? Gentili si, ma fessi no!”
Vedremo.
d.m.
martedì 2 giugno 2009
POSSO RACCONTARVI UNA STORIELLA?

Posso raccontarvi una stòriéll ?
Un giorno, tanto lontano, c’era un principe pazzo.
Tutti lo rispettavano, ma non perché era un nobile signore, ma perché era un poco “toccato”.
Il tempo passava nei castelli di quella mente disadattata, l’acqua scorreva come scorre il cielo tra le stelle, sotto i ponti immaginari di quel folle.
Il sole splendeva sorridendo alle albicocche, che maturavano profumate, sugli alberi felici di quel giardino infinito, verde sogno.
Il principe era così contento delle sue scarpe, che erano così belle e lucide, che potevano sembrare delle lanterne, amiche dei gufi e delle libellule, che aveva quasi paura d’indossarle per non sporcarle.
Il tempo passava lento e sincero in quel maniero, la solitudine, una compagna fidata, i suoi occhi tristi, profondi come l’oceano dei suoi sogni, vedevano il cuore degli uccelli, che sfidavano dolcemente la sua presenza in danze e voli, sopra la sua stanza, in cima alla torre più alta.
Sfrecciando nel vento, bucavano i cerchi d’aria suonando l’amicizia per quel pazzo principe distratto.
Una mattina di pioggia, mentre si preoccupava di non calpestar pozzanghere, per non sporcare le scarpe e non disturbare rospi e raganelle, vide riflesso il moto delle stelle.
In principio non comprese, poi vide che l’acqua torbida, rifletteva la luce del movimento d’ogni momento, in quel mondo inverso, toccando la purezza, sentì il bisogno d’ogni uomo, che cerca la carezza delle dita della donna, che completa il rispetto dell’ombra della vita, custodita nel suo ventre.
In quel riflesso, torbido e apparente, vide se stesso, nascere e morire, sentì la forza dell’unione, il fuoco, la canzone e la passione, la sua stessa durata e quella delle dita di suo figlio, che cercavano l’appiglio per uscire da quel sogno, dalla soglia della principessa della ragione.
Questa è la canzone di quel mattacchione, che faceva le cose con rispetto, che pensava che la sua morte, servisse a lasciar posto al movimento delle porte, che facevano passare, nuove vite da sognare.
E per questo, si tenne da parte.
danijel©Sopralevette
dan.mascio@gmail.com
lunedì 1 giugno 2009
NELL'HOTELDELLA FEBBRE
Destinato a vedere il futuro.
Ma tu mi capisci?
Viaggio con un sidecar senza un passeggero!
Infiniti pali delle comunicazioni su di una strada senza semafori.
La polvere nelle gomme.
La mia voce straniera.
Oh! Ho provato a parlarti.
La mia voce, un megafono su di un tavolo di gabbiani alcolizzati.
Suono per il gusto e rispetto della morte.
Abbracciami sogno, che questa veglia m’abbaglia.
Gira la ruota dei colori.
Cavalli bianchi,neri,grigi.
Oh! Ma ho provato,si!
Personalmente assorto, è vero.
Dondolo sulla sedia di chi?
Stringi quelle mani,
sviluppale al cielo,
posale sul tuo seno.
Vedi la rosa nella grotta del tramonto?
Stringi quelle mani,
aprile sulla pianura del silenzio,
avrai la musica della vita.
Le mie scarpe non raccolgono polvere,
i miei occhi! Oh! I miei occhi!
Carezzami i capelli in silenzio, se vuoi.
Ti dirò: “Questa strada ti guida all’assoluto”
Rosse montagne, laghi verdi,
il tamburo, oh! un tamburo.
Certo, io sapevo,
l’ho raccontato mentre guidavo,
la mia relazione parlava chiaro:
“gli interessi delle multinazionali del farmaco,
delle armi non controllate dal protocollo di Kyoto,
delle tecnologie spaziali, delle politiche atte alla prolificazione di paradisi fiscali e giudiziali, finalizzate alla liberalizzazione di capitali mafiosi, che saranno utilizzati per quegli interventi economici che servirebbero ad una rinascita del crollo di questa economia, faranno in modo, che questa città sarà un crocevia talmente importante, fino a giustificare l’eliminazione di ogni fattore di disturbo. [vedi popolazione] Rifacendosi a quel progetto dettato dalla minaccia del “terrorismo” [!?]
…Allegato B
Seduta n. 210 del 25/9/1981
TESTO AGGIORNATO AL 26 SETTEMBRE 1981
________________________________________
Pag. 8121
________________________________________
...
GIUSTIZIA
Interpellanze urgenti (ex articolo 138-bis del regolamento):
… per cui questa città si presta all’utilizzo di un supercarcere, di basi operative dei comandi militari, dell’utilizzo delle gallerie dell’INFN, per lo sviluppo delle suddette tecnologie e per la messa in sicurezza, in caso di guerra, del Capo del Governo ,[…], vista la particolare struttura controllabile dai quattro punti cardinali e dalla vicinanza a Roma, vista la capace operatività di “deviati”, si assicura l’inattività di “consapevolezze sociali e politiche”, si consiglia l’uso dei sotterranei della stessa, per la messa in sicurezza della riserva aurea della nazione, vista la presenza di un patrimonio di gallerie già utilizzate dagli Spagnoli […] e si rassicurano i laboratori di ricerca chimica e farmaceutica[…] in quanto il massiccio controllo messo in atto in data[…] ha avuto esiti positivi. Si delibera l’uso, a scopo precauzionale, quando si presenti, delle tecniche H.A.A.R.P. finalizzandole ad un “sistema di controllo/recupero economico”
-------------------------------------------------------------------------------------------
Vedi? Io ho guidato il sidecar solo,
la mia voce, era silenziosa!
Forse era il rumore delle buche…
“dannate sospensioni”
danijel© 2009
P.S.
Il sovrascritto, danijel sopralevette, nato in una grotta, in data che deve a da venire, certifica che la totalità dello scritto che avete letto, è completamente opera di una fantasia distorta, che nasce nella solitudine culturale dei pascoli del Gran Sasso, quindi è del tutto FALSA, come è falsa la poesia. Ogni riferimento a fatti o persone, non è perseguibile, in quanto NON VERITIERO, senza alcuna credibile correlazione reale. Chiedo quindi venia e perdono, per aver giocato con i fatti e le parole di grandi personaggi, politicamente e culturalmente eruditi, saggi esponenti della nostra quotidiana frequentazione, ai molteplici, accoglienti benefici sociali, che illustri esponenti della scena politica, ci donano quotidianamente, nella magnifica bontà della loro scienza.
Ma tu mi capisci?
Viaggio con un sidecar senza un passeggero!
Infiniti pali delle comunicazioni su di una strada senza semafori.
La polvere nelle gomme.
La mia voce straniera.
Oh! Ho provato a parlarti.
La mia voce, un megafono su di un tavolo di gabbiani alcolizzati.
Suono per il gusto e rispetto della morte.
Abbracciami sogno, che questa veglia m’abbaglia.
Gira la ruota dei colori.
Cavalli bianchi,neri,grigi.
Oh! Ma ho provato,si!
Personalmente assorto, è vero.
Dondolo sulla sedia di chi?
Stringi quelle mani,
sviluppale al cielo,
posale sul tuo seno.
Vedi la rosa nella grotta del tramonto?
Stringi quelle mani,
aprile sulla pianura del silenzio,
avrai la musica della vita.
Le mie scarpe non raccolgono polvere,
i miei occhi! Oh! I miei occhi!
Carezzami i capelli in silenzio, se vuoi.
Ti dirò: “Questa strada ti guida all’assoluto”
Rosse montagne, laghi verdi,
il tamburo, oh! un tamburo.
Certo, io sapevo,
l’ho raccontato mentre guidavo,
la mia relazione parlava chiaro:
“gli interessi delle multinazionali del farmaco,
delle armi non controllate dal protocollo di Kyoto,
delle tecnologie spaziali, delle politiche atte alla prolificazione di paradisi fiscali e giudiziali, finalizzate alla liberalizzazione di capitali mafiosi, che saranno utilizzati per quegli interventi economici che servirebbero ad una rinascita del crollo di questa economia, faranno in modo, che questa città sarà un crocevia talmente importante, fino a giustificare l’eliminazione di ogni fattore di disturbo. [vedi popolazione] Rifacendosi a quel progetto dettato dalla minaccia del “terrorismo” [!?]
…Allegato B
Seduta n. 210 del 25/9/1981
TESTO AGGIORNATO AL 26 SETTEMBRE 1981
________________________________________
Pag. 8121
________________________________________
...
GIUSTIZIA
Interpellanze urgenti (ex articolo 138-bis del regolamento):
… per cui questa città si presta all’utilizzo di un supercarcere, di basi operative dei comandi militari, dell’utilizzo delle gallerie dell’INFN, per lo sviluppo delle suddette tecnologie e per la messa in sicurezza, in caso di guerra, del Capo del Governo ,[…], vista la particolare struttura controllabile dai quattro punti cardinali e dalla vicinanza a Roma, vista la capace operatività di “deviati”, si assicura l’inattività di “consapevolezze sociali e politiche”, si consiglia l’uso dei sotterranei della stessa, per la messa in sicurezza della riserva aurea della nazione, vista la presenza di un patrimonio di gallerie già utilizzate dagli Spagnoli […] e si rassicurano i laboratori di ricerca chimica e farmaceutica[…] in quanto il massiccio controllo messo in atto in data[…] ha avuto esiti positivi. Si delibera l’uso, a scopo precauzionale, quando si presenti, delle tecniche H.A.A.R.P. finalizzandole ad un “sistema di controllo/recupero economico”
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Vedi? Io ho guidato il sidecar solo,
la mia voce, era silenziosa!
Forse era il rumore delle buche…
“dannate sospensioni”
danijel© 2009
P.S.
Il sovrascritto, danijel sopralevette, nato in una grotta, in data che deve a da venire, certifica che la totalità dello scritto che avete letto, è completamente opera di una fantasia distorta, che nasce nella solitudine culturale dei pascoli del Gran Sasso, quindi è del tutto FALSA, come è falsa la poesia. Ogni riferimento a fatti o persone, non è perseguibile, in quanto NON VERITIERO, senza alcuna credibile correlazione reale. Chiedo quindi venia e perdono, per aver giocato con i fatti e le parole di grandi personaggi, politicamente e culturalmente eruditi, saggi esponenti della nostra quotidiana frequentazione, ai molteplici, accoglienti benefici sociali, che illustri esponenti della scena politica, ci donano quotidianamente, nella magnifica bontà della loro scienza.
domenica 31 maggio 2009
COME POTER FAR RUMORE?
COME UN’ANTENNA
Un’antenna viva, sempre alla ricerca di contatto, di quella connessione, che appena nati, abbiamo perso.
Ricordate il primo atto?
Un pianto ininterrotto.
Nasce tutto da quel momento.
Nessuno voleva essere arrestato da quel sonno simile alla morte, dove tutto è perfetto, tutto tace di un solo colore, colmo di un elegante calore, perfettamente senza bisogno.
La musica e la voce, un’inutile protesi, che tutto è collegato da un nastro ovattato, scritto dai nostri infiniti precursori.
PRATICAMENTE PERFETTO!
Chi diamine lo ha detto, che avrei voluto venir fuori?
Cosa credete stia facendo, quando dormo?
Quando mi rannicchio nelle note?
Quando cerco in ogni verso, di trovare il “posto giusto”?
Quando m’abbuticchio d’ inutili parole?
Nasco senza aspetto,
perfettamente, silenziosamente, senza bisogno di colore.
Poi quella dannata luce!
Tutto quel rumore.
Interminabili istanti liquidi, freddi, disuguali.
Occhi orribili, mani sudate, corpi enormi, ombre, paure.
Finalmente un certo calore, non certo quello che ero, piuttosto un dolce contatto, quello che fa si che cerchi disperatamente, in ogni anfratto, il mio opposto.
Un suono, un ritmo convivente,
mi scalda intensamente, fin dentro la mia mente,
e tutto suona nel silenzio, divinamente.
Nulla da cercare,
nessuno da toccare,
niente da esistere,
o da resistere.
Mille vite.
Mille vite son tornate, mille vite vissute, abbandonate, blocchi, pause, intervalli, separate, emigrate, trasferite, in quella ottava dimensione, quella per cui, nel suono trovo il ritmo della passione.
OTTO NOTE.
L’ottava così cercata, era qui, tra le mie dita.
danijel© 2009
L’AQUILA.
Un’antenna viva, sempre alla ricerca di contatto, di quella connessione, che appena nati, abbiamo perso.
Ricordate il primo atto?
Un pianto ininterrotto.
Nasce tutto da quel momento.
Nessuno voleva essere arrestato da quel sonno simile alla morte, dove tutto è perfetto, tutto tace di un solo colore, colmo di un elegante calore, perfettamente senza bisogno.
La musica e la voce, un’inutile protesi, che tutto è collegato da un nastro ovattato, scritto dai nostri infiniti precursori.
PRATICAMENTE PERFETTO!
Chi diamine lo ha detto, che avrei voluto venir fuori?
Cosa credete stia facendo, quando dormo?
Quando mi rannicchio nelle note?
Quando cerco in ogni verso, di trovare il “posto giusto”?
Quando m’abbuticchio d’ inutili parole?
Nasco senza aspetto,
perfettamente, silenziosamente, senza bisogno di colore.
Poi quella dannata luce!
Tutto quel rumore.
Interminabili istanti liquidi, freddi, disuguali.
Occhi orribili, mani sudate, corpi enormi, ombre, paure.
Finalmente un certo calore, non certo quello che ero, piuttosto un dolce contatto, quello che fa si che cerchi disperatamente, in ogni anfratto, il mio opposto.
Un suono, un ritmo convivente,
mi scalda intensamente, fin dentro la mia mente,
e tutto suona nel silenzio, divinamente.
Nulla da cercare,
nessuno da toccare,
niente da esistere,
o da resistere.
Mille vite.
Mille vite son tornate, mille vite vissute, abbandonate, blocchi, pause, intervalli, separate, emigrate, trasferite, in quella ottava dimensione, quella per cui, nel suono trovo il ritmo della passione.
OTTO NOTE.
L’ottava così cercata, era qui, tra le mie dita.
danijel© 2009
L’AQUILA.
sabato 30 maggio 2009
venerdì 29 maggio 2009
mercoledì 27 maggio 2009
ALCUNI GIOIELLI
Alcuni gioielli brillano così forte nella notte , che disarmano ogni violenza dell'uomo sulla "terra madre". Così i "caporali" urlano e strepitano, battono i piedi e sfasciano, contano le proprie povertà, offuscando il tesoro, che illumina la loro strada, inciampano nelle buche dell'ignoranza, si scottano le mani con la loro luce, rimanendo inerti, poveri, impauriti.
Alcuni gioielli brillano così forte nella notte, d'aver dimenticato la data della propria morte.
La comicità stà nel loro sogno, e si scusano d'essere così distratti.
La verità, il "dopo", la paura ed il buio, è solo una storia da matti.
(Vivranno una vita di fretta, tutta tesa a costringere la fortuna e la luce, ad attraversare la propria voce, poi in un momento svaniranno, senza mai sapere, nè il motivo del danno, nè il sapore dell'amore)
danijel °I^
Alcuni gioielli brillano così forte nella notte, d'aver dimenticato la data della propria morte.
La comicità stà nel loro sogno, e si scusano d'essere così distratti.
La verità, il "dopo", la paura ed il buio, è solo una storia da matti.
(Vivranno una vita di fretta, tutta tesa a costringere la fortuna e la luce, ad attraversare la propria voce, poi in un momento svaniranno, senza mai sapere, nè il motivo del danno, nè il sapore dell'amore)
danijel °I^
martedì 26 maggio 2009
Questo nuovo territorio...
domenica 24 maggio 2009
INSOMMA, I PROFETI SON TUTTI FOLLI...
Ma dico io! Ma è mai possibile che non si può parlare seriamente di forniture di gas, riallaccio gratuito del metano, stragi, storia e religione, che subito un'infinità di profeti santoni, tipo testimoni di GENOVA, s'appropriano di verità nascoste,tipo LA VERITA' DI GIOVANNI IL GALILEO? Cazz...aveva ragione PAZ! TUTT'E'CHICCHIERE! io mi credev'sarann'sciem? avranno fumat? eh invece NO! a'mescalina chiù'bon c'aggia mai provat!
senza parole
http://www.paolodorigo.it/Le%20strategie%20belliche%20del%20Pentagono.htm
Oggi, DOMENICA "IN", parlano e straparlano dell'attentato a COSTANZO (tessera 1819 della loggia P2)...era un periodo che maurizio parlava un pochino troppo di mafia e connesioni con il potere militare...SARA' STATO UN AVVERTIMENTO???? nooooooooo! siamo solo delle menti contorte, sempre pronte a credere a strane ed impossibili cospirazioni...insomma, rendiamoci conto, meglio che si sposa Maria, suona il SAX (ahahahah) e parla di sesso( visto che, come il compianto spadolini, non lo ha)...Sapete una cosa? Non credo di aver ancora molto da perdere, la mia casa è crollata, la mia città bombardata, o dall'incurante deficenza del potere e del legislatore, oppure da strani giochi di strategie militari, figlie di quel potere massonico, che guerriglia da sempre tra PRIORATO DI SION ed OPUS DEI, tra tutta questa realtà fantapoliticafavolistica, che ci imboccano, come le protesi della bellezza video-televisiva, ma...prima di far la fine di DON CHISCIOTTE, il mio buon SANçIO PanZA, ha sempre le chiavi della mia prodigiosa "VALIGETTA SALVAVITA" ....eheheheh, non l'ho quì custodita, ma in una banca dei vostri stessi PARADISI FISCALI, quindi al sicuro...almeno fino a quando non volete SUICIDAVI uhuhuhu
Oggi, DOMENICA "IN", parlano e straparlano dell'attentato a COSTANZO (tessera 1819 della loggia P2)...era un periodo che maurizio parlava un pochino troppo di mafia e connesioni con il potere militare...SARA' STATO UN AVVERTIMENTO???? nooooooooo! siamo solo delle menti contorte, sempre pronte a credere a strane ed impossibili cospirazioni...insomma, rendiamoci conto, meglio che si sposa Maria, suona il SAX (ahahahah) e parla di sesso( visto che, come il compianto spadolini, non lo ha)...Sapete una cosa? Non credo di aver ancora molto da perdere, la mia casa è crollata, la mia città bombardata, o dall'incurante deficenza del potere e del legislatore, oppure da strani giochi di strategie militari, figlie di quel potere massonico, che guerriglia da sempre tra PRIORATO DI SION ed OPUS DEI, tra tutta questa realtà fantapoliticafavolistica, che ci imboccano, come le protesi della bellezza video-televisiva, ma...prima di far la fine di DON CHISCIOTTE, il mio buon SANçIO PanZA, ha sempre le chiavi della mia prodigiosa "VALIGETTA SALVAVITA" ....eheheheh, non l'ho quì custodita, ma in una banca dei vostri stessi PARADISI FISCALI, quindi al sicuro...almeno fino a quando non volete SUICIDAVI uhuhuhu
giovedì 21 maggio 2009
SOGNI REALI
Allora, lo sentite il profumo della
Morte salire su?
Sentite come apre le porte?
Questa musica , è la musica di quello che non conoscete, vi turba,vi sconcerta.
La paura è parte del suono, la chiave con la quale le note vengono accordate, sul pentagramma dell’incredibile .
Tutt’intorno, la vita scorre in rivoli di coincidenze invisibili all’occhio distratto del quotidiano. Sappiate meravigliarvi del profumo dei fiori, della forma di un alveare, della posizione delle stelle: potreste toccarle.
In una sola notte, ho visto le mie braccia allungarsi fino all’ignoto, carezzare la materia del mio stesso corpo, parlare con quello che ero e con quello che sarò, eppure rimanere immobile, imperturbabile, sereno, in equilibrio tra me stesso, il fosso e la cima, eppure saltando,volando insieme a mille forme di vita, rimbalzando nei suoni, nei pianti, nei doni e nei perdoni, come fossi uno stormo, eppure solitario. Solo le parole inutili e rotolanti, che vivono nella paura del suo stesso silenzio, possono riportarti nella tua stessa paura di smettere di esistere. Abbandona la tua mente, saluterai il profumo dei mari e dei cieli, contenuti nei tuoi “sogni reali”, nell’interno di una nuvola di polvere,che ruota come un uragano, ed al suo centro, l’occhio della vita che ti guarda sereno, nell’orbita del tuo stesso cranio.
danijel ©opy 2009
Morte salire su?
Sentite come apre le porte?
Questa musica , è la musica di quello che non conoscete, vi turba,vi sconcerta.
La paura è parte del suono, la chiave con la quale le note vengono accordate, sul pentagramma dell’incredibile .
Tutt’intorno, la vita scorre in rivoli di coincidenze invisibili all’occhio distratto del quotidiano. Sappiate meravigliarvi del profumo dei fiori, della forma di un alveare, della posizione delle stelle: potreste toccarle.
In una sola notte, ho visto le mie braccia allungarsi fino all’ignoto, carezzare la materia del mio stesso corpo, parlare con quello che ero e con quello che sarò, eppure rimanere immobile, imperturbabile, sereno, in equilibrio tra me stesso, il fosso e la cima, eppure saltando,volando insieme a mille forme di vita, rimbalzando nei suoni, nei pianti, nei doni e nei perdoni, come fossi uno stormo, eppure solitario. Solo le parole inutili e rotolanti, che vivono nella paura del suo stesso silenzio, possono riportarti nella tua stessa paura di smettere di esistere. Abbandona la tua mente, saluterai il profumo dei mari e dei cieli, contenuti nei tuoi “sogni reali”, nell’interno di una nuvola di polvere,che ruota come un uragano, ed al suo centro, l’occhio della vita che ti guarda sereno, nell’orbita del tuo stesso cranio.
danijel ©opy 2009
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